La Regina ti chiama…… ma non sai come rispondere? Scrivici le tue idee… o fai un giro su questo sito per conoscere gli eventi mensili, i progetti, ….

Collaboriamo

"La gioventù non conosce ciò che può,
e la vecchiaia non può ciò che conosce"
(Saramago, “la caverna”)

Diamo precedenza ad attività dal basso, che possiamo concretizzare con le nostre energie, ma non tralasciamo il contatto con amministrazioni, uffici tecnici, ... convinti che un sano lavoro di rete (orizzontale e verticale) sia condizione imprescindibile per dare concretezza alle nostre visioni.

«La forma più comune di bellezza è legata alle relazioni umane. E allora, se non crediamo nell’immortalità del corpo e dell’anima, l’unica trascendenza che ci resta è la traccia che lasciamo nella memoria degli altri. Tanto vale che sia la più bella possibile.»
(Tzvetan Todorov)

Pelo randagio o unghie da salotto
Libera il miagolio che e' in te
Perche' una e' la Regina... ma infiniti sono i suoi Gatti!

Reti collaborative

 

Reti collaborative

 

"Non è sempre possibile restaurare i propri confini
dopo che sono stati turbati e resi permeabili da una relazione:
per quanto ci proviamo, non possiamo ricostruirci
nella forma autonoma che in precedenza immaginavamo di avere.
Qualcosa di noi si trova adesso all'esterno,
e qualcosa di esterno è adesso dentro di noi."
(Hamid, "Il fondamentalista riluttante")

Per approfondire

Progetto ReginaCiclarum

> Il progetto ReginaCiclarum coinvolge il Tevere e i suoi territori, dalle sorgenti al mare, ad immaginare  quella che sarà la futura Ciclovia Fluviale Tiberina. Due regioni attraversate, Umbria e Lazio, 400 chilometri  e una moltitudine di geografie culturali e paesaggi umani da raccontare attraverso un sito, giornate aperte al territorio, attivita' di rigener-azione, approfondimenti tematici, .... segue...

Numeri della Regina

> All’interno dei Progetti Felini con cui restituire dignità e promuovere la futura Regina Ciclovia Tiberina, dopo la mappatura della conchiglie sulla Via al Mare, un riassunto delle attività portate avanti dai Gatti in questi anni. segue...

Tras-forma

Indietro nel tempo, tra graffi, scarabocchi ed altre zampate,
perchè la rabbia per un territorio abbandonato, offeso, depredato si tras-formi in ispirazione.

«Gli italiani stanno venendo abituati a essere solo consumatori di mostre ed eventi. I monumenti si trasformano in palcoscenici e location, così si perde la prossimità con il nostro patrimonio culturale: i ragazzi vanno portati dentro i monumenti, i cittadini devono conoscere i tesori che hanno spesso sotto il naso senza saperlo. […]. Se le mostre raccogliticcie sostituiscono l’amore, la frequentazione e la confidenza con il nostro patrimonio culturale, se la parola ‘arte’ diventa sinonimo di un mercato dove consumare per qualche ora l’anno un’esperienza, ecco che nessuno protesterà davvero contro la mancata tutela, la chiusura e addirittura la distruzione della storia delle nostre città.» (Tomaso Montanari)

Qua la zampa

>Le Terre della Regina invocano la partecipazione di tutti noi. Condividete le vostre visioni, seguiteci nelle giornate in calendario, aiutateci a portare avanti i progetti di recupero e diffusione della futura Regina Ciclovia Fluviale, il percorso verde lungo il Tevere.

Per rimanere aggiornati, partecipare, proporre….. iscrivetevi ai social o date una occhiata alle ReginaNews con tutte le imprese feline. Collaboriamo!

 

“Quando la cultura è intrisa di verticalità e gerarchia, il cittadino vede l’istituzione come espressione del potere arbitrario, piuttosto che come l’esercizio di una funzione di servizio. Il potere arbitrario può fare quel che vuole, e il cittadino deve sottostargli. Le disfunzioni, ma anche le angherie, sono accettate con rassegnazione e fatalità, come se fossero un risvolto inevitabile delle istituzioni. Certo, ciascuno mantiene il “diritto di mugugno”, la facoltà di cimentarsi in un brontolio di scontento che in alcuni momenti si trasforma in una lamentela chiaramente avvertibile, qualche volta invade l’aria. Ma, comunque, questo mugugno è incapace del salto di qualità, di passare dalla disfattista lamentela del suddito alla propositiva richiesta di assunzione di specifiche responsabilità, propria del cittadino.”
(G.Colombo, “Sulle regole”)