Le Terre della Regina meritano attenzione, rispetto, consapevolezza. Consigli, note, raccomandazioni, scarico di responsabilità……. Leggetele attentamente. Impiegate cinque minuti ora, per risparmiare sventure e contrattempi dopo.

(guado lungo l’Anello del Fumaiolo dalla collezione MappaTevere360)

Cittadini come voi

Tutte le informazioni riportate in questo spazio sono raccolte ed elaborate da persone che non hanno nè titoli nè brevetti. Essendo espressione di impegno civico e dovendo abbracciare un territorio immenso (400km dalle sorgenti al mare, più tutte le Divagazioni Tiberine), vanno prese per quello che sono: incerte, lacunose, datate, disarticolate, poco attendibili (*).

In attesa di un percorso ufficiale unitario lungo tutto il corso del fiume e le varie confluenze, animati dal desiderio di condividere la meraviglia di questi luoghi (e con la speranza di stimolare le amministrazioni a fare la loro parte) proviamo dal basso ad immaginare una traccia, che è (e rimane) il risultato sperimentale, fragile e parziale  della iniziativa di semplici  Cittadini e Gatti innamorati del Tevere e dei suoi territori.

Idem per le uscite proposte nel calendario. Nessun attestato che certifichi pazienza, empatia, solidarietà o altruismo da chi le mette in piedi. Non c’è nessun tour operator nè ambulanza in coda. Nessuna guida (spirituale e non), nè tantomeno una assicurazione. Se ci aggreghiamo ad un gruppo lungo la via, lo facciamo a nostro rischio e pericolo, soli responsabili di noi stessi.

Nessuno sponsor, contributo o pubblicità: tutto frutto di iniziative concretizzate nel tempo libero, ritagliate (anche a fatica) tra i mille impegni della vita.

NOTA (*): ben venga un aiuto per integrarle, correggerle, aggiornarle.

Avvicinamento graduale

Come al solito, vale la regola "non fare il passo più lungo della gamba".

Per fortuna ci sono diversi itinerari che permettono di avvicinarsi gradualmente e prendere consapevolezza dei propri limiti.

Segue una ipotetico percorso di avvicinamento a difficoltà crescente:

  • livello basso: pedalare nei tre tratti pavimentati ufficiali dentro Roma (Città Eterna, Terre del Nord, Campi Elisi) e nella Pineta di Castel Fusano
  • livello medio:
    • avventurarsi lungo la Via al Mare fino a Fiumicino, magari spezzettando il percorso  grazie alle via di fuga e ai trasporti pubblici descritti nella pagina dedicata
    • pedalare nella Riserva di Nazzano (così da sperimentare l'uscita da Roma, magari con il treno)
  • livello alto:  nelle Terre Estreme (dalle Sorgenti Fumaiole fino al confine con Roma) ci sono diversi percorsi a difficoltà variabile per cimentarsi nelle pedalate in solitaria.

Oltre a saggiare le vostre capacità, di ritorno dall'aver "toccato con mano" un passetto alla volta, potrete rileggere questo sito dando ai testi il giusto peso. Sarete voi stessi a decidere se sono equilibrati o,  al contrario, sciaguratamente ottimistici, fin troppo cauti, deliranti, ......

MappaTevere360

MappaTevere360, con la sua collezione di foto, video, infoschede e percorsi, è pensata per offrire una visione di insieme e andare incontro alle vostre domande come alla vostra fantasia di avventure. Dalle immagini scattate a tutto tondo, è possibile farsi una idea del tipo di fondo (asfalto, sterrato, ....), dei panorami coinvolti, ..... segue...

Scarico responsabilità

Considerata la natura prevalentemente  selvaggia delle Terre della Regina, per avvicinarci in modo autonomo, responsabile e consapevole:

  • accendiamo il cervello
  • informiamoci e verifichiamo personalmente tutto in anticipo
  • partiamo soltanto con persone esperte, qualificate, titolate  ed affidabili,  scelte e vagliate personalmente nella propria cerchia di contatti, in grado di condurci ed assistere lungo il percorso

Se non abbiamo esperienza di pedalate (in mezzo alla natura e non, in città o nei percorsi a medio/lungo raggio), se non sappiamo  riparare la bici (forature & co), se non sappiamo muoverci in autonomia (nella natura come sulle strade, in aperta campagna come in città), se non abbiamo  mai preso trasporti pubblici con la bici, se non siamo in grado di valutare autonomamente le informazioni raccolte in giro (comprese quelle su questo sito), se non sappiamo affrontare gli imprevisti (che essendo tali non li troveremo qui elencati tutti) pensiamoci bene.

(il vademecum della Regione Piemonte)

Potremmo infatti sperimentare (tra le altre cose, tutte spiacevoli e pericolose):

  • problemi nell'orientamento: fondamentale essere autonomi nel maneggiare il GPS (le tracce proposte sono raccolte nella pagina dedicata all'orientamento).
  • problemi nell'avanzamento:  i percorsi ipotizzati sono prevalentemente su sterrato. Proprietà private, vegetazione, fango ed altre calamità potrebbero rendere difficile il passaggio. Impossibile tenere aggiornate tracce ed informazioni dedicate ai percorsi immaginati.
  • problemi nell'approvvigionamento: punti ristoro e fontanelle potrebbero essere mooolto distanti, specie nelle Terre Estreme
  • problemi tecnici: forature, rottura del cambio, ...
  • incontri con animali in libertà greggi e relativi cani pastore, zecche, altra fauna selvatica, ....
  • incontri con l'imponderabile

"Talvolta, ma di rado, le piste mi conducevano in villaggi di frontiera. Via via che ci si avvicinava al confine, la terra si faceva deserta e la gente sempre più rara. Un vuoto che aumentava il mistero di quei paraggi e grazie al quale mi resi conto che nelle zone di frontiera regnava il silenzio. Un mistero e un silenzio dai quali ero attratto e intrigato. […] Mi chiedevo che cosa si provasse nel varcare una frontiera. Che cosa si sentiva? Che cosa si pensava? Doveva essere un momento straordinariamente emozionante. Che cosa c’era dall’altra parte? […] Forse non somigliava a niente di ciò che conoscevo e per ciò stesso era inconcepibile, inimmaginabile? In fin dei conti il mio massimo desiderio, quello che più mi tentava e mi attraeva era di per sé estremamente modesto: la pura e semplice azione di varcare la frontiera. "
R. KAPUŚCIŃSKI, In viaggio con Erodoto

Rispettiamo i luoghi

I luoghi attraversati sono Beni Comuni, proprietà private, riserve naturali, siti di interesse comunitario....

Rispettiamoli cercando di contenere il più possibile l'impatto della nostra presenza.

  • RISPETTIAMO LA NATURA: Non lasciamo mai i sentieri contrassegnati, per non danneggiare l’ambiente e per non incorrere in situazioni pericolose per se stessi e per gli altri
  • LA NATURA È DI TUTTI E PER TUTTI: La quiete e il silenzio sono beni preziosi. Non provochiamo suoni, grida, schiamazzi o rumori molesti.
  • LA NATURA È PROTETTA: Non raccogliamo le piante e i fiori. Non danneggiamo la foresta e le formazioni geologiche. Lasciamo ogni cosa com’è al suo posto.
  • QUESTO È IL REGNO DEGLI ANIMALI: Accontentiamoci di osservarli a distanza. Non arrechiamo disturbo alla fauna selvatica.
  • PULITO È BELLO: Non abbandoniamo i rifiuti ma riportiamoli indietro. Evitiamo di sporcare le acque.
  • CAMPEGGI E BIVACCHI: Non campeggiamo o bivacchiamo liberamente. Non accendiamo fuochi al di fuori dei punti autorizzati. Non abbandoniamo mozziconi accesi che potrebbero provocare incendi
  • DIVIETO VEICOLI A MOTORE: Rispettiamo i divieti del traffico motorizzato. Proseguendo a piedi, in bici, pagaiando, ... avremo maggiori opportunità di scoprire e di entrare in contatto con la vera natura.

(liberamente tratto da difesaambiente)

Bontà traccia gps

Attenzione: esclusi i tratti già ufficialmente resi ciclabili dalle amministrazioni interessate, i restanti sono ipotesi di percorsi sperimentali, suscettibili di continue variazioni, non necessariamente in sicurezza, da affrontare solo sotto la guida di persone che conoscano i luoghi coinvolti (individuate personalmente nella propria cerchia di contatti, qualificate e titolate.  Riferirsi alle associazioni di categoria e agli albi professionali).

Prendiamo spunto dalle tracce proposte con la massima prudenza: alcuni tratti sono a bassissima frequentazione, altri  su asfalto, altri attraversano zone a rischio fango (vedere la traccia invernale), deviazioni, sensi unici (da percorrere a piedi o trovando alternative), interruzioni, cancelli, etc…. Assenza di indicazioni, proprietà private, cani pastore, condizioni ambientali avverse, ….. sono solo alcuni dei possibili scenari che potremmo trovarci lungo il cammino. Il codice della strada ha la priorità (sensi unici, divieti di accesso, .....). Fate estrema attenzione alla segnaletica e comportatevi di conseguenza.

Condividiamo varianti, integrazioni, aggiornamenti, correzioni.

Cosa portare

Di seguito una traccia fantasiosa sulle possibili risorse da raccogliere prima di avventurci nelle Terre della Regina. Riferiamoci ai canali ufficiali per organizzare e vivere una uscita in tutta sicurezza  (es: Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico - CNSAS).

  • corpo allenato 
  • tempo: la velocita' su sterrato e' inferiore a quella su strada. Se aggiungete forature, incertezze nella direzione, il freno della vegetazione e i momenti di contemplazione, i tempi si allungano a dismisura
  • scorte di acqua e viveri i punti di ristoro potrebbero essere chiusi o assenti. Una mappa delle fontanelle la trovate in OpenStreetMap (ma nessuno garantisce che sia aggiornata, nè che l'acqua sia potabile). Pedalando spesso in fondovalle, nei pressi di un corso d'acqua, d'estate potrebbe fare molto caldo (con elevato tasso di umidità)
  • bici in buono stato: freni e cambio efficienti, pneumatici gonfi e adatti allo sterrato, ..... Nel periodo freddo alcuni tratti potrebbero essere particolarmente fangosi (dove anche una MTB  con copertoni maggiorati potrebbe impantanarsi in un fallo argilloso micidiale)
  • kit anti forature: causa spine insidiose dotatevi di necessari attrezzi per riparare le forature. Se non siamo pratici, convinciamo a seguirci qualche amico in grado di aiutarci; se buchiamo in mezzo al nulla poi tocca spingere per km e km
  • casco, guanti, occhiali protettivi ed ogni altra protezione per pedalare in ambienti selvaggi (vegetazione esuberante, fondo sconnesso, animali liberi, .....)
  • crema solare (di giorno)
  • luce frontale e vista mannara (di notte)
  • amico esperto ed affidabile: FONDAMENTALE. Evitiamo di avventurarci da soli. Anche alle iniziative proposte nel  Calendario Felino  partecipiamo con amici esperti ed affidabili
  • dispositivo GPS: la maggior parte dei percorsi si sviluppa su strade e sentieri in cui è assente la segnaletica. E' quindi imprescindibile partire con un dispositivo in grado di seguire le tracce GPS condivise su questo sito.  segue...
Partire o non partire?

> una pagina dedicata a tutti coloro che vorrebbero partire alla scoperta delle Terre Estreme della Regina, dalle sorgenti a Roma lungo le 8 tappe, ma non sanno… da dove partire.segue...

In caso di emergenza

Prima di partire, informiamoci con le autorità competenti sulle procedure per chiedere soccorso in caso di incidenti, malori, ....(es: post1, post2).

Segnaliamo la APP "112 Where ARE U" (da studiare prima di avventurarsi).

Il Progetto ReginaCiclarum

> Il progetto ReginaCiclarum coinvolge il Tevere e i suoi territori, dalle sorgenti al mare, ad immaginare  quella che sarà la futura Ciclovia Fluviale Tiberina. Quattro regioni attraversate, 400 chilometri  e una moltitudine di geografie culturali e paesaggi umani da raccontare attraverso un sito, giornate aperte al territorio, attivita' di rigener-azione, approfondimenti tematici, .... segue...

Qua la zampa

>Le Terre della Regina invocano la partecipazione di tutti noi. Condividete le vostre visioni, seguiteci nelle giornate in calendario, aiutateci a portare avanti i progetti di recupero e diffusione della futura Regina Ciclovia Fluviale, il percorso verde lungo il Tevere.

Per rimanere aggiornati, partecipare, proporre….. iscrivetevi ai social o date una occhiata alle ReginaNews con tutte le imprese feline. Non lasciateci soli! !

 

(vegetazione esuberante nell’alto Lazio, dalla collezione fotosferica Mappatevere360 )

“Non può supporsi che abbia mentito un cittadino sì veritiero e un cavaliere il più eroico de’ tempi suoi come fu don Chisciotte, che non avrebbe detto una bugia se lo avessero saettato. Considero ancora che ne fece il racconto egli stesso, e che lo espose colle più minute già riferite circostanze, né poté certamente in uno spazio di tempo sì breve fabbricare così grande macchina di spropositi. In ogni modo se sembrasse apocrifa quest’avventura, non è mia colpa, e quindi o vera o falsa che sia, io la scrivo, e tu, o lettore, giudica colla prudenza tua quello che te ne pare, che altro non mi resta da soggiungere.” Don Chisciotte della Mancia