Il Tevere, da millenni, definisce ed impone il percorso  che dall’appennino emiliano raggiunge il mar Tirreno. Una direttrice scolpita nei campi e delle curve del fiume, la futura Regina Ciclovia Tiberina.

 

Ciclovia Tiberina- introduzione

Nel panorama dei grandi assi di mobilità (ciclo)turistica, con le future ciclovie che attraverseranno l’Italia e l’Europa, scendendo dal nord o risalendo dal sud, il Tevere traccia il percorso  che permetterà il collegamento con Roma. A nord il raccordo con la via Francigena e la Ciclovia del Sole, a sud l’affaccio sulla Ciclovia Tirrenica.

Le Ciclovie come spazi privilegiati per restituire al popolo l'epica del viaggio lento.... e con essa il coraggio di sognare, l'umiltà di ascoltare il silenzio, la follia di avere visioni...

Le ciclovie lungo i fiumi, in particolare,  sono una realtà consolidata in diversi paesi, compresa l'Italia (almeno al nord). La presenza dello specchio d'acqua, il comodo dislivello, i servizi annessi attirano turisti, attenzioni e risorse.

"Le ciclovie lungo le sponde dei corsi d’acqua si configurano come percorrenze naturali, sia dal punto di vista morfologico (per la mancanza di forti dislivelli) sia dal punto di vista storico-turistico. I fiumi, infatti, costituiscono l’ossatura intorno alla quale si sono storicamente sviluppate gran parte delle attività umane e rappresentano quindi la più capillare forma di collegamento tra città e piccoli centri. Un sistema di percorrenze ciclabili in ambito fluviale costituirebbe inoltre un importante fattore di stimolo per azioni di risanamento dei fiumi, per il recupero di preziosi manufatti di antica costruzione e per la realizzazione di parchi fluviali in una più ampia visione di riqualificazione e riutilizzo dei corsi d’acqua come risorsa ambientale, culturale e ricreativa. Perché allora non sfruttare il naturale percorso dei nostri fiumi per progettare dei percorsi cicloturistici che corrano parallelamente ad essi?" (da Orticalab)

Anche l'Italia centrale un giorno avrà la sua ciclovia lungo il fiume: scenderà il Tevere dalle sorgenti alla foce (connessa alla Ciclovia Romea - Bicitalia 5) accompagnando i turisti in un percorso dalle infinite bellezze: che sia uno scorcio tra le sponde, la visita di un borgo medievale o l'attraversamento della Città Eterna.

"Quel dì e la notte a mezzo l’altro giorno
s’andò aggirando, e non sapeva dove.
Trovossi al fin in un boschetto adorno,
che lievemente la fresca aura muove.
Duo chiari rivi, mormorando intorno,
sempre l’erbe vi fan tenere e nuove;
e rendea ad ascoltar dolce concento,
rotto tra picciol sassi, il correr lento."

(Orlando furioso, Ludovico Ariosto)

In attesa che tutto questo  diventi realtà, i riferimenti principali sono:

Queste due realtà, insieme ad altre tracce collezionate (vedere l'archivio più avanti) sono la base di partenza per costruire una visione di insieme che privilegi percorsi protetti (ciclabili o strade secondarie), in modo da alimentare la scoperta di questi territori ricchi di bellezze per lo più sconosciute.

Le proposte nella pagina dell'orientamento dimostrano come già la metà del percorso fluviale sia coperta con continuità, offrendo la possibilità di lunghe pedalate in compagnia del fiume, anche se la natura prevalentemente sterrata dei percorsi impone prudenza (leggere le raccomandazioni).

"Alla base di tutti i possibili motivi del viaggio nello spazio, si intravede un archetipo;
sotto l’intrico del calcolo, sta forse oscura obbedienza a un impulso nato con la vita e ad essa necessario,
lo stesso che spinge i semi dei pioppo ad avvolgersi di bambagia per volare lontani nel vento,
e le rane, dopo l’ultima metamorfosi, a migrare ostinate di stagno in stagno, a rischio della vita:
è la spinta a disseminarsi, a disperdersi su un territorio vasto quanto è possibile." Primo Levi

Percorsi Tiberini

> Per una visione d'insieme dei percorsi ciclabili lungo la Futura Ciclovia Tiberina, dalle sorgenti romangole al mare di Fiumicino, consultare la pagina dedicata all'orientamento

Greenways

Testo seguente tratto da Associaz. Italiana Greenways

In termini molto generici una "greenway" (in italiano via verde o percorso verde) viene definita da Tom Turner (1998) come un "percorso piacevole dal punto di vista ambientale".
Questa definizione deriva dall'analisi del termine "greenway", che racchiude due concetti:

  • green (verde) che sta ad indicare non solo ciò che è vegetato ma tutto ciò che è apprezzabile dal punto di vista ambientale e quindi naturalistico, paesaggistico, storico-architettonico e culturale;
  • way (via, percorso) che oltre ad indicare fisicamente le vie di comunicazione (strade, ferrovie, fiumi, ecc.) rimanda ad un'idea di movimento, di comunicazione, di attività.

"il termine Greenways può essere interpretato come un sistema di territori lineari tra loro connessi che sono protetti, gestiti e sviluppati in modo da ottenere benefici di tipo ricreativo, ecologico e storico-culturale". In un'ottica di mobilità, "le greenways possono costituire un sistema di percorsi dedicati a una circolazione non motorizzata in grado di connettere le popolazioni con le risorse del territorio (naturali, agricole, paesaggistiche, storico-culturali) e con i "centri di vita" degli insediamenti urbanistici, sia nelle città sia nelle aree rurali." (Art. 2 del regolamento dell'Associazione Italiana Greenways, approvato il 17.12.1999 dall’Assemblea Nazionale dei soci dell’AIG in Milano).
La Dichiarazione di Lille (2000), sottoscritta dalle principali associazioni europee che operano sulla tematica, precisa che le greenways "devono avere caratteristiche di larghezza, pendenza e pavimentazione tali da garantirne un utilizzo promiscuo in condizioni di sicurezza da parte di tutte le tipologie di utenti in qualunque condizione fisica. Al riguardo, il riutilizzo delle alzaie dei canali e delle linee ferroviarie abbandonate costituisce lo strumento privilegiato per lo sviluppo delle greenways".
In tale contesto, l'idea di greenway va oltre quella di un semplice pista ciclabile (con cui spesso viene confusa), investendo aspetti più strutturali, come la valorizzazione e la riqualificazione delle risorse naturali, la promozione di uno sviluppo sostenibile, il recupero dei paesaggi degradati e lo sviluppo armonico delle città, e rivolgendosi non solo ai ciclisti ma a tutti gli utenti non motorizzati.

Si possono individuare sei caratteristiche principali che contraddistinguono le greenways:

  • la sicurezza, in quanto sono percorsi fisicamente separati dalla rete stradale ordinaria dedicati esclusivamente a utenti non motorizzati;
  • l'accessibilità, per tutte le tipologie di utenti con diverse caratteristiche e abilità (bambini, anziani, ecc.);
  • la "circolazione dolce", legata ad esempio alle pendenze moderate, che consente di fruire "lentamente" i percorsi offrendo un diverso punto di vista sui paesaggi circostanti;
  • la multiutenza, in quanto le greenways sono generalmente percorsi aperti a tutte le tipologie di utenti (pedoni, ciclisti, escursionisti a cavallo, ecc.), anche se in situazioni particolari alcuni utenti possono essere esclusi;
  • il recupero di infrastrutture e strutture esistenti, quali sentieri, strade storiche, alzaie, linee ferroviarie dismesse, strade rurali minori, ecc., per la realizzazione dei percorsi e delle strutture di servizio (luoghi di sosta e ristoro, punti informativi, ecc.);
  • l'integrazione con l'ambiente naturale, che permette alle greenways di offrire un accesso rispettoso alle aree di particolare pregio naturale e svolgere un'importante funzione educativa consentendo una conoscenza e una fruizione sostenibile del territorio.

In tal senso, le greenways possono portare ampi benefici per le popolazioni coinvolte, che vanno oltre quello di avere a disposizione percorsi piacevoli e sicuri, quali:

  • contribuire allo sviluppo delle regioni rurali attraversate, portando ricchezza e incentivi per la creazione di nuove attività imprenditoriali;
  • favorire la diffusione delle attività all'aria aperta, con effetti benefici sulla salute dei cittadini;
  • promuovere lo sviluppo di una nuova forma di turismo, attivo, responsabile e sostenibile;
  • favorire la conoscenza della natura e il rispetto dell'ambiente;
  • migliorare la mobilità in ambito urbano e periurbano, creando un sistema di percorsi riservati agli utenti non motorizzati, e contribuendo in tal modo a migliorare la qualità della vita nelle città;
  • favorire la conoscenza e la valorizzazione del patrimonio storico, artistico, architettonico, culturale, ambientale e paesaggistico, così come delle tradizioni e delle tipicità delle zone attraversate.
Parco Nazionale del Tevere

> L’italia è prima in Europa per corsi d’acqua. Tra loro un solo fiume-mare, con Capitaneria di Porto a Fiumicino, il nostro Tiberinus, il Tevere. A quando l’istituzione del Parco Nazionale Tiberino? segue...

Contenuti Extra

La Via dell'Acqua

Sorella della Regina, un percorso verde lungo la direttrice Assisi - Roma, che condivide le sponde del Tevere da Orte in giù.

Una “Via” facile, percorribile in mountain-bike o con una robusta bici ibrida, ma anche a piedi e per lunghi tratti anche a cavallo, dal dislivello altimetrico davvero minimo e che collega due città fantastiche come Assisi e Roma.Una "Via" di 250 km di lunghezza e 2.100 metri di dislivello positivo, dei quali 200 km su percorsi ciclabili già realizzati e su strade rurali e 50 km su strade asfaltate. Una "Via" che correndo lungo i corsi d'acqua umbri e laziali collega la Valle Spoletana, la Valnerina e la Valle del Tevere." sito ufficiale...

Penso positivo

> Un capitolo dedicato ai progetti di riqualificazione dei fiumi. Uno stimolo a rileggere i luoghi della quotidianita’ andando oltre le brutture che avvelenano, ad elaborare e condividere uno slancio positivo. Questo e’ il contagio che ci piace. segue...

"Il tempo, come lo spazio,
ha i suoi deserti
e le sue solitudini." Bacone

Qua la zampa

>Le Terre della Regina invocano la partecipazione di tutti noi. Condividete le vostre visioni, seguiteci nelle giornate in calendario, aiutateci a portare avanti i progetti di recupero e diffusione della futura Regina Ciclovia Fluviale, il percorso verde lungo il Tevere.

Per rimanere aggiornati, partecipare, proporre….. iscrivetevi ai social o date una occhiata alle ReginaNews con tutte le imprese feline. Collaboriamo!

 

Un affaccio sul Tevere poco prima di arrivare a Ponte Pattoli, nelle Terre Estreme

> I contenuti a tutto tondo dalla collezione Tevere360. Muovere mouse/cell per cambiare direzione di visuale.

«Il viaggio non finisce mai. Solo i viaggiatori finiscono. E anche loro possono prolungarsi in memoria, in ricordo, in narrazione.
Quando il viaggiatore si è seduto sulla sabbia della spiaggia e ha detto: “Non c’è altro da vedere”, sapeva che non era vero.
La fine di un viaggio è solo l’inizio di un altro. Bisogna vedere quel che non si è visto, vedere di nuovo quel che si è già visto, vedere in primavera quel che si è visto in estate, vedere di giorno quel che si è visto di notte, con il sole dove la prima volta pioveva, vedere le messi verdi, il frutto maturo, la pietra che ha cambiato posto, l’ombra che non c’era.
Bisogna ritornare sui passi già fatti, per ripeterli, e per tracciarvi a fianco nuovi cammini. Bisogna ricominciare il viaggio. Sempre. Il viaggiatore ritorna subito.»
(J.Saramago , “Viaggio in Portogallo”)