Con la fine della seconda guerra mondiale, il decollo industriale e la migrazione verso le citta’, si chiude il capitolo della bonifica iniziato oltre duecento anni prima. L’eredita’ dei nuovi terreni viene capitalizzata per nuove economie (abitative, turistiche, industriali, …) Nel frattempo nasce l’ecologia e con essa un ripensamento generale: alle paludi viene restituito “diritto di cittadinanza”, in quanto importanti custodi della diversita’ naturale  e attori strategici nella gestione dei regimi  idraulici.

Bonifica agro romano - introduzione

Tra le grandi problematiche che l’Unità d’Italia aveva ereditato dal passato governo, quello del risanamento idraulico dell’agro Romano si presentava come la più urgente per l’avvenire di Roma e senza dubbio la più impegnativa.

Nel 1870 l’area del Delta tiberino era caratterizzata da estesi terreni palustri dominati dei grandi stagni di Ostia e Maccarese : un paesaggio cosparso di ruderi in cui si potevano ammirare i resti delle antiche città di Ostia e Porto e dove le acque stagnanti costituivano l’elemento di spicco in una landa disabitata.

Nel 1874 l'ingegnere Raffaele Canevari, incaricato dei primi rilievi per l'opera di bonifica, così scriveva il territorio che circondava la capitale : “le miserande condizioni di questi luoghi fanno singolare contrasto con la tradizione storica che sulle foci del Tevere ci descrive popolose e sontuose città, e su queste spiagge marine, ove regna ora la solitudine, una lunga sequela di palazzi e di ville. Chi oggi visita quella regione sarebbe indotto a ritenere mendace la storia, se gli avanzi degli antichi edifizi non rimanessero a testimonio della floridezza e salubrità di una volta”

(Giuseppe Lattanzi, da “Fiumicino tra cielo e mare – una storia da vedere”, di AA.VV. )

Il tema della bonifica in Italia,  risale indietro nel tempo fino alla storia etrusca. Ma solo nel Settecento, con lo sviluppo della cultura illuminista, la ricchezza delle nazioni viene associata allo sviluppo agricolo, considerato il motore del progresso industriale, economico e sociale. La bonifica acquisisce quindi un ruolo prioritario nei progetti di sviluppo: le paludi, improduttive e “malsane”, diventano l’oggetto di profondi interventi ad opera dell’uomo sull’ambiente.

Nel 1865 il 9% dell'intera superficie del regno d’Italia risultava « infestato dalla malaria ». In meno di 60 anni furono bonificate oltre trecentomila ettari di terre,  affiancando al risanamento dei terreni lo sviluppo viario e abitativo.

In particolare, nel Lazio ed in seguito alla proclamazione di Roma capitale, lo Stato Italiano, con una legge del 1878, progetta e realizza, a partire dal 1884, il prosciugamento delle paludi e degli stagni del Delta Tiberino, da Ostia a Maccarese, ad opera di braccianti cooperatori ravennati. Il risanamento del Litorale Romano e la sua destinazione ad uso agricolo sono completati, a partire dagli anni 20 del ‘900, per mezzo della bonifica integrale, l’appoderamento delle terre e la loro colonizzazione con l’immigrazione di genti provenienti da varie regioni d’Italia.

Nonostante il raddoppio della popolazione avvenuto in Italia nell’arco di un secolo,  l’eccesso di produzione agricola alimento’ il benessere interno e l’esportazione di prodotti alimentari.

(visita all'ecomuseo di Maccarese)

Con la fine della seconda guerra mondiale, il decollo industriale e la migrazione verso le citta’, si chiude il capitolo della bonifica iniziato oltre duecento anni prima. L’eredita’ dei nuovi terreni viene capitalizzata per le economie emergenti (abitative, turistiche, industriali, …).

Nel frattempo nasce l’ecologia e con essa un ripensamento generale: alle paludi viene restituito “diritto di cittadinanza”, in quanto importanti custodi della diversita’ naturale  e attori strategici nella gestione dei regimi  idraulici.

A maggio la campagna romana è un verde paesaggio
de mille colori ce famo maggio
ma de sta natura che c’avemo intorno non è che non apprezzamo
ce ne frega quasi un corno
perché noi butteri na cosa sola ce passa pe la testa
la merca che per noi è una gran festa.
La mattina appena se fa giorno
saccende il grande focolare e tutti quanti glie stanno attorno
se scherza in allegria aspettando il via.
Con uno sguardo le giumente scelte il giorno prima e se ne rifà la stima
e tutti diventamo intenditori di future vacche e futuri tori.
Daje regà li ferri so roventi se famo sotto a lavorà tutti contenti
chi a la testa chi la coda la bestia impasturata casca per terra stramazzata
il massaro con l’asta infocata na botta e na fumata
la bestia è già marcata
così via via con grande maestria se stampa numeri come na tipografia …

(da L'ultimo buttero, di Riccardo Di Giuseppe)

Ecomuseo

"Ma quala televisione! Scherzeto? (ma quale televisione, scherzi?). La prima che l’ha messa era il Baglio (soprannome di una persona che abitava a Maccarese, in Via dei Tre Denari), che faceva pure osteria; andavamo lá qualche volta e si stava un po’ insieme. Do voi che andaine (dove vuoi che andavamo) alla sera ci riunivamo alla fontana, vicino alle stalle delle bestie, oppure dentro, se era troppo freddo, anche sul fieno. I grandi ciaccolavano da una parte, e i ragazzi da un’altra parte"

(da il valore di una fontana nei centri di Maccarese, di Riccardo Di Giuseppe)

L' ecomuseo del litorale romano e' "nello stesso tempo, spazio di fruizione pubblica, luogo di costruzione di memoria e di identità e laboratorio di ricerca".

  • Polo museale Ostiense (Ostia Antica). Attivo dal 1994 ed ora in fase di completamento e di ampliamento, sviluppa il tema delle grandi trasformazioni fisiche e antropiche del litorale e delle bonifiche idrauliche e agrarie del delta.
  • Polo museale Aurelio (Maccarese) . E’ il secondo Polo Museale realizzato dalla CRT. Il Polo è dedicato alla storia della campagna romana verso il mare e in particolare alle vicende legate al lavoro delle genti per la redenzione del territorio e il suo utilizzo agricolo nel corso degli ultimi due secoli.

"Fuori dal mondo industrializzato e consumistico troviamo i paesaggi della emarginazione e della crisi, con i residui brandelli dell'esotismo e della ruralità […], invasi anch'essi dai detriti della grande macchina industriale, vero cimitero d'immagini […]. Ma ormai una fitta rete di scambi e di interessi avvolge il pianeta e tutti i paesaggi ne restano segnati. I problemi del mondo d'oggi riguardano l'organizzazione di questi scambi e la connessa utilizzazione degli spazi, ormai sempre più saturi e problematici."

TURRI, Antropologia del paesaggio

Impianto irriguo al Belvedere

L'impianto irriguo di Ponte Galeria, del consorzio di bonifica "Tevere Agro Romano", e' stato costruito nel 1930 per garantire l'irrigazione dei campi  a nord del fiume, fino ai terreni di Cerveteri Sasso. L'acqua del Tevere raggiunge le coltivazioni  grazie ad un canale artificiale che nasce dall'impianto,  alimentato da una batteria di pompe da 2000 litri al secondo. [ segue >>> ]

Belvedere Galeria

> Il Belvedere Galeria lungo la Via al Mare, un' area di sosta immersa nella Riserva Naturale Statale del Litorale Romano. Una panchina e una edicola per contemplare la magia del fiume e tornare alla storia della bonifica dell'agro romano. segue...

Pedalate della bonifica

L'idea di approfondire il tema della bonifica del litorale Romano nasce con la pedalata del 13 maggio 2018 organizzata dalle Associazioni Insieme per la Curtis Draconis e Ostia in Bici.  Partendo dal polo museale di Ostia Antica, durante la giornata si e' tornato indietro nel tempo per recuperare la storia dei braccianti ravennati, protagonisti  del risanamento delle paludi nostrane alla fine  dell'800. segue...

All'interno del Calendario Felino, sono state strutturate due pedalate sul tema della bonifica, in collaborazione  con le associazioni Curtis Draconis e Ostia in bici (in riva sinistra) e  Civetta Ludens e Programma Natura (in riva destra).

  • "Pedalata nei paesaggi dell'acqua" - 22 giugno 2019    segue...
  • "Pedalata della Bonifica" - 5 ottobre 2019  segue...
I beni della riserva del Litorale

Grazie al pollaio potevamo mangiare la carne, mangiare le uova e potevamo vendere qualche pollo, non c’era niente una volta. Pensa che quando una donna partoriva le si regalava una gallina così ci si poteva fare il brodo e rimettersi in forza. Ai miei tempi i miei genitori prendevano un uovo e gli facevano una croce sopra per dividerlo in quattro… e sì, con un uovo ci mangiavano quattro persone! Se nel pollaio trovavi un uovo rotto mica si buttava, si beveva crudo al momento… e quanto era buono!

(da il valore di un pollaio, di Riccardo Di Giuseppe)

Per quanto riguarda i casali della bonifica in ambito agricolo, è consentito localizzare attività di agriturismo, turismo naturalistico e rurale, senza alterare le condizioni del paesaggio circostante ed è consentito attrezzare punti informativi a servizio della Riserva, punti vendita per produzioni locali e punti di ristoro.

I beni tipizzati individuati dal piano paesaggistico (art. 134 comma 1 lettera 'c' del codice 42/2004), vengono così declinati (in attuazione del d.lgs. 42/04) all’interno della riserva del litorale romano:

  • aree agricole identitarie della campagna romana e delle bonifiche agrarie (interessa gran parte del territorio agricolo collinare)
  • insediamenti urbani storici e territori (il  villaggio storico rurale di Maccarese a ridosso del castello Rospigliosi)
  • borghi dell’architettura rurale ed i beni singoli identitari dell’architettura rurale (i centri agricoli della bonifica di maccarese  e più in generale i borghi rurali)

Nell’area dell’antico lago/stagno di Maccarese sono auspicati interventi di ripristino ambientale con valore didattico documentale, che ricrei l’ambiente delle paludi antecedenti la Bonifica, tramite l’allagamento di una piccola porzione di terreno agricolo depressa, sovrapponibile al sito Le Cerquete-Fianello.

(Dal Rapporto Ambientale del Piano di Gestione Riserva Naturale Statale Litorale Romano)

Contenuti Extra

Letture

  • Le bonifiche in Italia (Atti del Convegno di Castiglione della Pescaia 26-27 settembre 1986)
  • Fiumicino tra cielo e mare – una storia da vedere, di AA.VV.
  • altre letture

La Scafa Tiberina

Anche sul Tevere, nei pressi della foce, ai tempi della bonifica del litorale romano ad opera dei braccianti ravennati e prima  della costruzione di un ponte che superasse il fiume, le due sponde erano collegate da una scafa. [ segue >>> ]

Progetto Ciclovia della Bonifica

La Ciclovia della Bonifica nasce come progetto di riqualificazione delle zone al confine tra il Comune di Roma e Fiumicino, connettendo i due Comuni attraverso un nuovo corridoio verde pedonale e ciclabile che mette a frutto gli elementi che caratterizzano il sito e che al momento versano in uno stato di incuria. [ segue >>> ]

La risalita contr’acqua da Fiumicino a Ripa Grande

Nel primo Ottocento, il rinnovato impulso ai commerci sollecita due innovazioni significative: il progetto di Giuseppe Valadier per il borgo di Fiumicino (1819) e il rilancio del servizio del tiro contr’acqua da Fiumicino a Ripa Grande. segue...

Storia di uomini e territori

> Il recupero della memoria dei luoghi e delle persone, tornando indietro nel tempo (tutte le pagine qui).

Qua la zampa

>Le Terre della Regina invocano la partecipazione di tutti noi. Condividete le vostre visioni, seguiteci nelle giornate in calendario, aiutateci a portare avanti i progetti di recupero e diffusione della futura Regina Ciclovia Fluviale, il percorso verde lungo il Tevere.

Per rimanere aggiornati, partecipare, proporre….. iscrivetevi ai social o date una occhiata alle ReginaNews con tutte le imprese feline. Collaboriamo!

 

“La simulazione e la modellistica dell’Autorità di Distretto mostrano allagamenti e aree sommerse da nord a Castel Giubileo e a Ponte Milvio fino a Ostia e Fiumicino.  […] Alla foce del Tevere un’altra ampia porzione a rischio comprende quasi tutta Fiumicino fino all’Aeroporto “Leonardo da Vinci” e, in sinistra, la Fiumara Grande e gran parte di Ostia, che l’acqua raggiungerebbe dopo aver allagato l’Eur-Torrino, Tor di Valle, Acilia, Infernetto, Casal Palocco.” (Autorità di Bacino)

(un dettaglio delle zone paludose nel 1700, dalla Topografia geometrica dell’Agro Romano, Gio. Battista Cingolani dalla Pergola)