All’interno dell’Operazione Patronus e dopo la pagina sul PS5, un primo approfondimento  della misteriosa Riserva Statale del Litorale Romano.

La Riserva Naturale Statale Litorale Romano abbraccia un territorio di 15.900 ettari che si estende sulla costa, dalla marina di Palidoro a Nord fino alla spiaggia di Capocotta a Sud.
Comprende vaste aree quali la Macchiagrande di Galeria, i territori delle bonifiche delle Pagliete, di Maccarese e di Ostia, l’ultimo tratto fluviale del Tevere, la pineta di Castel Fusano. Include, quindi, territori appartenenti al Comune di Fiumicino e al Comune di Roma. […] 

Sono presenti aree di rilevante interesse naturalistico: le dune di Palidoro, i tumuleti di Bocca di Leone, la foce dell’Arrone, le vasche di Maccarese, la pineta di Fregene, l’Oasi di Macchiagrande, la pineta di Coccia di Morto, Macchiagrande di Galeria, la valle e la foce del Tevere, la pineta dell’Acqua Rossa, la tenuta di Procoio, la pineta di Castel Fusano, le dune di Capocotta. Sono presenti, inoltre, siti d’interesse storico-archeologico di altissimo valore: i resti straordinari della città romana di Ostia Antica e dei porti imperiali di Claudio e di Traiano, la Necropoli di Porto all’Isola Sacra, torri costiere, castelli e le tracce di insediamenti umani preistorici. “ (segue sulla pagina del CEA)


(Marina di Palidoro lungo il percorso “Dolce Spiaggia“, dalla collezione fotosferica Mappatevere360 )

Finalità della Riserva

la Riserva viene istituita per:

  • la conservazione delle caratteristiche ecologiche;
  • il restauro ambientale di ecosistemi degradati;
  • la tutela e la valorizzazione del patrimonio storico, archeologico, monumentale e culturale, anche in riferimento al patrimonio storico architettonico di edilizia rurale minore;
  • la tutela dei valori paesistici;
  • la salvaguardia e valorizzazione del patrimonio agricolo dell’area, promuovendo anche forme di ricerca finalizzate alla realizzazione di un sistema produttivo agro-ambientale a basso impatto;
  • la promozione di attività compatibili con la conservazione delle risorse naturali, con particolare riferimento all’agricoltura e al turismo naturalistico;
  • la realizzazione di programmi di studio e ricerca scientifica, con particolare riferimento ai caratteri peculiari del territorio;
  • la realizzazione di programmi di educazione ambientale.

(l’Anello della Scafa nella Riserva)

Il regolamento attuativo in pillole

(estratto dal documento integrale, scaricabile qui)

  • valorizzazione e fruizione patrimonio culturale:
    • La fruizione deve essere indirizzata al godimento dei beni e dei servizi forniti dalle componenti naturali e del paesaggio agroecosistemico, nonché alla valorizzazione compatibile del patrimonio culturale, archeologico e rurale caratterizzanti la Riserva. Sono favorite ed incentivate le azioni e gli interventi di valorizzazione compatibile del patrimonio culturale anche al fine di ampliare il sistema culturale e quindi l’offerta fruibile sul territorio protetto.
    • sinergia pubblico-privato: Le iniziative possono essere inquadrate anche nell’ambito di accordi tra pubblico e privato nel garantire una maggiore accessibilità dei beni. L’Ente di Gestione oltre ad avere parte attiva nei processi sopraindicati può proporsi come soggetto di collegamento tra istanze di valorizzazione provenienti dal territorio e i soggetti pubblici a cui compete la tutela.
    • Riqualificazione ambientale: sono consentiti interventi miranti alla realizzazione/ampliamento di strutture di supporto alla fruizione del patrimonio ambientale e storico-culturale, compatibili con l’aspetto e la vocazione delle aree;
  • Rete di mobilità dolce:
    • Per favorire la fruizione dei luoghi:
      • l’Ente di Gestione  promuove la connessione tra i luoghi della fruizione con la rete del trasporto pubblico e sulla rete ciclo-pedonale. In prossimità delle spiagge, per ridurre l’afflusso di automobili sul litorale, andranno previsti in zone interne parcheggi e servizi navette.
      • sono compatibili gli interventi volti al consolidamento la rete di mobilità lenta (ciclabile e pedonale), con strategie congrue alle aree di Riserva, recuperando là dove possibile tracciati esistenti al fine di ridurre al massimo nuove infrastrutture che possano impattare sugli equilibri naturali e sul paesaggio.
      • sono consentiti interventi di realizzazione della rete dei percorsi ciclo-pedonali della Riserva, da realizzarsi anche mediante, qualora necessarie, modeste varianti ai tracciati esistenti ovvero tramite il ripristino e riqualificazione di tratti abbandonati, con la finalità di migliorare qualitativamente sia la fruizione sia il collegamento ecologico tra vari ambiti naturali; i tracciati devono seguire la morfologia del terreno e rispettare le caratteristiche del paesaggio agrario.
      • l’Ente di Gestione può autorizzare la realizzazione di nuovi percorsi ciclo-pedonali prevedendo prioritariamente il riutilizzo di percorsi esistenti (strade interpoderali, sentieri), con apposizione di segnaletica verticale. Sono consentiti i lavori di adeguamento strettamente necessari alla messa in sicurezza, da attuare compatibilmente con il carattere extraurbano (naturale, agricolo) delle aree attraversate.
      • in tutte le aree naturalistiche le piste e i percorsi ciclopedonali devono essere realizzate in terra battuta, o in legno naturale, o in materiale plastico riciclato simil-legno, o altri materiali ecocompatibili, prevedendo anche passaggi più stretti dei m. 2,70 stabiliti come larghezza minima dalla normativa vigente, laddove le caratteristiche naturali del luogo non consentano il rispetto di tale parametro.
    • a piedi, in bici, a cavallo: Sono favoriti gli interventi di manutenzione dei sentieri, funzionali a garantire un’adeguata percorribilità agli escursionisti, nonché, ove consentito, il transito a biciclette, mezzi a due ruote a propulsione elettrica ed equini.
    • aree di sosta e di ricarica:  In corrispondenza dei luoghi della fruizione andrà favorita la presenza di spazi adeguati dotati di rastrelliere per il deposito delle biciclette e di infrastrutture elettriche per la ricarica dei veicoli.
    • manutenzione: sulla rete  ciclopedonale esistente sono consentiti  interventi di manutenzione ordinaria, manutenzione straordinaria, adeguamento funzionale e  interventi finalizzati a migliorarne l’inserimento ambientale e paesaggistico.
      • negli interventi relativi a infrastrutture, viabilità, e mobilità lenta dovrà operarsi secondo criteri di sostenibilità ambientale e paesaggistica, avendo cura, ove possibile, di:
        • manutenere le sistemazioni arboree (filari, gruppi arborei) e arbustive esistenti, eliminando le specie arboree e arbustive infestanti;
        • introdurre fasce vegetazionali (connessioni verdi) , marciapiedi, piste ciclabili e – se funzionali alla Riserva – piccole aree di sosta;
        • prevedere soluzioni tecnologiche finalizzate a migliorare le prestazioni ambientali in termini di inquinamento luminoso, di trattamento delle acque e di utilizzo di materiali ecocompatibili.
    • illuminazione: Le piste ciclabili andranno attrezzate in maniera differente a seconda che si trovino in aree urbane (con adeguata illuminazione e segnaletica stradale) e aree naturali (senza illuminazione o se necessario con illuminazione a luce calda di piccola potenza, a livello del terreno).
  • Segnaletica e cartellonistica:
    • E’ consentita l’apposizione di segnaletica solo con finalità informativo-didattiche della Riserva
    • E’ ammessa la cartellonistica finalizzata ad attività e servizi della Riserva, di informazione e divulgazione didattica dei valori della Riserva stessa. La cartellonistica dovrà essere realizzata e posizionata in modo da non generare impatti paesaggistici e ambientali
  • Fascia di rispetto: E’ fatto obbligo nei terreni coltivati a contatto dei corsi d’acqua di mantenere una fascia di rispetto non coltivata, esterna e contigua alla eventuale vegetazione naturale ripariale delle rive, in cui sarà interdetto ogni trattamento con prodotti fitosanitari; tale fascia di rispetto dovrà essere naturalmente inerbita, opportunamente sfalciata e dovrà avere una larghezza di:
    • metri 2,5 per entrambe le rive per fosso Cupino, fosso delle Pagliete, fosso dei Tre Denari (fosso di Palidoro), fiume Arrone, fosso delle Cadute; collettore generale delle acque alte, collettore generale delle acque basse;
    • metri 5 per entrambe le rive per il fiume Tevere, anche nei terreni coltivati posti all’interno degli argini maestri;
    • metri 1 calcolata dalla sommità della sponda per tutti i corpi d’acqua mai asciutti (canali, fossi, lagune, stagni e laghi) non ricompresi nella lettera a) con esclusione delle canaline di scolo
  • Attraversamenti e approdi:
    • E’ consentita la realizzazione di attraversamenti dei corsi d’acqua e di approdi, nonché di percorsi per la mobilità lenta (ciclabile-pedonale), anche provvisti di passerelle in legno o altro materiale compatibile.
    • Può essere consentita la realizzazione di ponti ciclo-pedonali per riconnessione tra tratti di piste ciclabili o percorsi ciclo-pedonali, da realizzare con il minimo impatto sulla vegetazione ripariale e sul paesaggio, il più possibile lontano dalla foce.
    • Sono consentiti nuovi approdi, finalizzati alla fruizione ricreativa della Riserva, al servizio delle aree archeologiche e della navigabilità del Tevere
    • Gli approdi esistenti  potranno essere migliorati a condizione che siano realizzate specifiche opere di compensazione ambientale o risanamento del fiume e di miglioramento della libera percorribilità dell’argine.
  • Accessibilità e inclusione: Gli interventi finalizzati alla fruizione della Riserva (ad esempio: strutture ricettive e ristorazione, strutture che prevedono attività ricreative, culturali, didattiche, sportive ecc.), ed in particolare le strutture/infrastrutture pubbliche (ad esempio: spazi espositivi, strutture per la fruizione della Riserva, percorsi ciclo-pedonali ecc.) andranno realizzati secondo quanto previsto dalla normativa inerente il superamento delle barriere architettoniche, e quanto più possibile aderenti ai principi della progettazione inclusiva. I percorsi ciclopedonali dovranno essere realizzati dimensionalmente e matericamente conformi alle norme sul superamento delle barriere architettoniche, ai percorsi ciclopedonali e agli spazi aperti al pubblico.
  • Porte della riserva: i Punti di entrata disporranno di un punto informativo e dove possibile di una struttura fissa in legno per ospitare il personale e i materiali informativi. Si potranno eventualmente riadattare edifici già esistenti.
  • Accesso pubblico gratuito: L’accesso alla Riserva, limitatamente alle aree pubbliche, se non altrimenti specificato è libero. L’Ente di Gestione, in relazione a particolari e motivate esigenze, può variare e limitare, con specifici provvedimenti, le modalità di accesso, transito e sosta lungo le strade, consentendo eventualmente apposite deroghe;
  • Recinzioni e proprietà agricole: le recinzioni non devono in alcun modo ostacolare il transito lungo i sentieri di pubblico utilizzo o gravati da servitù di passaggio. Lungo i percorsi ciclo-pedonali dovrà essere consentito, in accordo con la proprietà, il transito dei visitatori.
  • Manifestazioni sportive o culturali, che prevedono un afflusso concentrato e straordinario di persone, anche per brevi periodi, necessitano di una specifico Nulla Osta dell’Ente Gestore;
  • mezzi a motore:
    • il transito con mezzi a motore su tutti i percorsi diversi dalla viabilità di cui al codice della strada nonché delle strade bianche poderali e interpoderali fatta eccezione dei mezzi deputati a soccorso, vigilanza, antincendio, trasporto invalidi e dei mezzi specificatamente autorizzati dalle autorità competenti;
    • Non è consentito: accedere o sostare nelle praterie, nelle aree boschive e negli ambienti naturali di proprietà pubblica, uso pubblico o aperti al pubblico, con qualunque veicolo a motore termico;
  • Enti gestori: Ai Comuni di Roma e Fiumicino, Enti Gestori, è affidata la gestione della riserva
  • Sorveglianza: La sorveglianza, all’interno del territorio della Riserva, è esercitata :  dai “Carabinieri Tutela Ambiente” e da altre forze di Polizia i cui appartenenti rivestano la qualifica di agente o di ufficiale di polizia giudiziaria ai sensi del C.P.P.; dal dal personale di sorveglianza delle aree naturali protette regionali.

(la Pineta di Castel Fusano)

Extra

Anello del Sud

> Un percorso ad anello nella Riserva del Litorale Romano, per avvicinarsi al Tevere da entrambe le sponde. segue...

La Riserva a Maccarese

(testo estratto da “Percorso ciclabile della Bonifica di Maccarese | Terrre” )

Nel territorio, ora Tenuta di Maccarese, esistono importanti e interessanti aree di grande valenza naturalistica.
Il mosaico di ambienti naturali comprende boschi sempreverdi, fiumi, argini e foci fluviali, dune, zone umide, distese di macchia mediterranea, tratti di campagna di sorprendente bellezza. Le Macchie Mediterranee, sono divise in due parti dall’abitato di Fregene, si estendono per oltre 400 ettari a ridosso del mare, costituiscono tre oasi caratterizzate da vegetazione sia bassa che alta con un’infinità di essenze. Per le loro caratteristiche sono diventate luoghi di sosta e di riposo per parecchie specie di uccelli. Da segnalare il falco di palude, l’albanella reale, le anatre, il cuculo e l’upupa. Tra gli stanziali il tasso, l’istrice, il coniglio selvatico, il riccio e la volpe. Un’area è destinata alle testuggini terrestri. Tutta la superficie di macchia mediterranea comprese le vasche è gestita dal WWF che ne ha fatto 4 oasi naturalisti (che aperte alle visite guidate). Le vasche, estese per 36 ettari, sono state realizzate nel 1970 a scopo di allevamento, ma il progetto non ebbe successo e le vasche furono abbandonate, creando così le premesse per il ricrearsi di un singolare biotipo di zona umida con caratteristiche atrofiche. L’azienda ha avuto in dote (si fa per dire) quello che un tempo era un vivaio per la produzione di piante sia in terra che in vaso, attualmente è una zona ad alta valenza ambientale.

La Riserva Naturale statale del litorale Romano è stata istituita 1996, l’idea del Parco della Riserva nasce verso le fine degli anni 70 da un gruppo di associazioni nazionali e locali, per la salvaguardia e la valorizzazione dell’inestimabile patrimonio naturalistico e archeologico, contro la forte espansione urbanistica della capitale. Dopo 26 anni dalla sua istituzione, a gennaio del 2020, è stato approvato il Piano di Gestione, voluto fortemente delle associazioni locali.

Arrivando da Roma con la bicicletta per via di Maccarese (strada del Cimitero) o con il treno, vi troverete davanti alla Porta della Riserva.

Il giardino di benvenuto è uno spazio turistico per chi vuole scoprire la Riserva Naturale Statale del Litorale Romano* e conoscere i patrimoni naturalistici, paesaggistici e archeologici del territorio del Comune di Fiumicino realizzato dall’associazione teRRRe . Nel giardino troverete un punto informativo, con spazio per le sedute e stalli per biciclette. Nella bacheca sono illustrati gli itinerari archeologico- naturalistici della Riserva presenti sul territorio del comune di Fiumicino, le informazioni utili per i principali punti di attrazione culturale e turistica del comune e la rete ciclabile attuale e futura. La Porta della Riserva sarà, infatti, il punto principale di accesso alla rete ciclabile del territorio soprattutto per chi giunge da Roma o da altre località della provincia sia con il treno che con la bicicletta. La rete ciclabile sul territorio di Fiumicino conta attualmente circa 20 km sulla costa (previsti 24), a breve inizieranno i collegamenti principali che collegheranno le località di mare, da Fiumicino a Passoscuro. La rete ciclabile del Comune di Fiumicino potrebbe così diventare, quando interamente realizzata, il 5° circuito ciclabile della Provincia di Roma con il vantaggio unico dello sbocco sul mare.

(pedalando lungo l’Anello della Bonifica di Maccarese)

Commissione di Riserva

La Commissione di Riserva prevista nel decreto istitutivo, viene nominata per la prima volta a maggio 1998, e ha il compito di formulare indirizzi e proposte, rendere pareri tecnico-scientifici, vigilare sul funzionamento e la gestione unitaria della Riserva. La Commissione è composta da un rappresentante del Ministero dell’Ambiente, con funzioni di Presidente della Commissione stessa, un rappresentante del Ministero dei Beni Culturali ed Ambientali, un rappresentante della Regione Lazio, un rappresentante della Provincia di Roma, un rappresentante delle Università statali degli Studi di Roma, un rappresentante delle Associazioni Ambientaliste.

La Commissione di Riserva tiene periodiche consultazioni con gli Enti di Gestione e con le Associazioni ambientaliste e culturali e i portatori di interesse economico attivi nel territorio.

(Cuore di Tevere in riserva)

la Storia della Riserva

Dalla fine degli anni ’70 ad oggi, le tappe di un iter che non sembra vedere una fine.

  • anni’70: nasce l’idea del “Parco del Litorale Romano”  per salvaguardare il litorale  dalla forte espansione urbanistica capitolina.
  • 1986: il WWF prende in gestione i 280 ettari di Macchiagrande di Fregene che per molti anni ha rappresentato l’unica area realmente gestita e protetta: è stato uno stimolo per la creazione della riserva.
  • 1987: viene emanato il D.M. per l’individuazione della riserva naturale sul litorale da Palidoro a Capocotta
  • 1996: un Decreto Ministeriale istituisce la riserva naturale statale litorale romano. Il decreto dispone che “ai fini della gestione della riserva, i comuni di Roma e Fiumicino redigono entro sei mesi dalla stipula della convenzione il piano di gestione ed il relativo regolamento attuativo”
  • 1997: i Comune di Roma e Fiumicino elaborano il piano di gestione ed il relativo regolamento attuativo da sottoporre all’approvazione del Ministero dell’Ambiente
  • 1998-1999: alcune sentenze del TAR mettono in discussione l’iter di istituzione della riserva
  • 2004: il Comune di Roma confeziona il piano di gestione e lo invia al Ministero dell’Ambiente e del Territorio per l’approvazione.
  • 2008: anche il Comune di Fiumicino definisce un Piano di Gestione della Riserva naturale del Litorale Romano.
  • 2013: a fronte dell’inerzia della amministrazioni pubbliche  si costituisce il “Comitato per la Riserva Litorale Romano” che ha come obiettivo la valorizzazione della ricchezza culturale, naturalistica, paesaggistica e storica del territorio protetto
  • 2014: la Regione Lazio  nomina il Commissario ad acta, con il compito di attivare tutti gli adempimenti necessari ai fini della conclusione della procedura amministrativa di adozione del Piano di Gestione e del Regolamento attuativo della Riserva Naturale Statale del Litorale Romano.
  • 2020: viene adottato il Piano di Gestione Della Riserva Naturale Statale Litorale Romano. Sono passati “soltanto” 15 anni.

Per approfondire:

Piano Assetto Idrogeologico PAI – PS5

> Per riavvicinare i romani al fiume, all'interno della riserva del litorale romano, il piano di bacino prevede già dal 2009 ciclabili su ambo le sponde, punti di accesso, ponti di attraversamento, pontili galleggianti e parchi di affaccio. segue...

La bonifica dell’agro romano

> Con la fine della seconda guerra mondiale, il decollo industriale e la migrazione verso le citta’, si chiude il capitolo della bonifica iniziato oltre duecento anni prima. L’eredita’ dei terreni prosciugati viene capitalizzata per nuove economie (abitative, turistiche, industriali, …) Nel frattempo nasce l’ecologia e con essa un ripensamento generale: alle paludi viene restituito “diritto di cittadinanza”, in quanto importanti custodi della diversita’ naturale  e attori strategici nella gestione dei regimi  idraulici. segue...

Itinerari CEA 2009

I due opuscoli stampati dal Comune di Roma nel 2009 in occasione del centenario di Acea. segue…

Riserva di Nazzano Tevere Farfa

> una domenica in compagnia del fiume, immersi nella riserva di Nazzano, comodamente raggiungibile in treno + bici da Roma. Aree attrezzate, percorsi a piedi, in bici, in acqua..... segue...

Parco Nazionale del Tevere

> L’italia è prima in Europa per corsi d’acqua. Tra loro un solo fiume-mare, con Capitaneria di Porto a Fiumicino, il nostro Tiberinus, il Tevere. A quando l’istituzione del Parco Nazionale Tiberino? segue...

(lago di Corbara nel parco fluviale del Tevere, quarta tappa della futura ciclovia, dalla collezione fotosferica Mappatevere360 )

Storia della via verso il mare

> Un breve racconto per provare a ripercorrere la storia della via verso il mare. Dal lontano 1988 ad oggi, il faticoso percorso di consapevolezza per seguire il fiume e il suo destino. segue...

Qua la zampa

>Le Terre della Regina invocano la partecipazione di tutti noi. Condividete le vostre visioni, seguiteci nelle giornate in calendario, aiutateci a portare avanti i progetti di recupero e diffusione della futura Regina Ciclovia Fluviale, il percorso verde lungo il Tevere.

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(Capo due rami lungo l’Anello del Sud, dalla collezione fotosferica Mappatevere360 )

la Riserva Naturale Statale del Litorale Romano