Per riavvicinare i romani al fiume, all’interno della riserva del litorale romano, il piano di bacino prevede già dal 2009 ciclabili su ambo le sponde, punti di accesso, ponti di attraversamento, pontili galleggianti e parchi di affaccio.

Piano Assetto Idrogeologico PAI

All’interno dell’Operazione Patronus – raccontare il territorio e dell’Operazione Ippocrate – curiamo il bene (in) comune, un breve accenno al quadro normativo dedicato al bacino del Tevere.

I Piani di Assetto Idrogeologico (P.A.I.) dei bacini fluviali sono pensati per garantire la migliore compatibilità tra le aspettative di utilizzo e di sviluppo del territorio e la naturale dinamica idrogeomorfologica dei bacini, nel rispetto della tutela ambientale e della sicurezza delle popolazioni, degli insediamenti e delle infrastrutture.

In particolare, in una ottica di ecosostenibilita’,  perseguono le seguenti finalità:

  • tutela e valorizzazione del sistema delle acque superficiali e sotterranee dell’intero bacino idrografico
  • tutela e valorizzazione dei corridoi ambientali e fluviali in primisi la sicurezza idraulica e la navigabilità

attraverso:

  • regolamentazione degli usi diretti ed indiretti delle acque e dei suoli;
  • azioni di tutela e salvaguardia della risorsa idrica;
  • azioni dirette alla ricostituzione della naturalità degli ecosistemi fluviali;
  • azioni dirette alla miglior gestione delle opere idrauliche.

Le disposizioni del Piano di bacino hanno carattere immediatamente vincolante per le amministrazioni ed enti pubblici, nonché per i soggetti privati. In particolare, i piani e programmi di sviluppo socio-economico e di assetto ed uso del territorio devono essere coordinati, o comunque non in contrasto, con il Piano di Bacino approvato. Gli enti territorialmente interessati dal bacino fluviale sono tenuti a rispettare le prescrizioni emanate dalle regioni concernenti l’attuazione del piano stesso nel settore urbanistico.

PS5 e Parco fluviale del Tevere

Il PS5 è il Piano Stralcio del P.A.I. per il tratto metropolitano del Tevere, da Castel Giubileo alla foce. L’ultimo aggiornamento approvato risale al 2019 e per quanto detto sopra, ha valenza di Piano territoriale di settore sovraordinato.

dettaglio del PS5 nella riserva del litorale

Con l’obiettivo di riconnettere Roma con il Tevere, ricostruendo e migliorando il rapporto millenario fra la città ed il suo fiume, il Piano affronta anche il tema della fruizione delle golene, alla ricerca di un equilibrio tra i vincoli di tutela e i propositi di apertura al pubblico.

Infatti nell’ambito del corridoio fluviale, in considerazione della particolare configurazione ambientale, naturalistica e storico archeologica, sussistono esigenze di tutela e protezione finalizzate alla costituzione di un sistema integrato denominabile “Parco fluviale del Tevere” (art. 56 comma 1, lett. m – decreto legislativo 3 aprile 2006 n. 152).

Entro 90 giorni dalla approvazione del PS5, la Regione Lazio istituisce un gruppo di lavoro per la progettazione del “Parco fluviale del Tevere” secondo le disposizioni per la trasformabilità delle aree golenali della fascia “AA” ed i criteri ed indirizzi per la disciplina integrata delle aree interessate dal “Parco fluviale del Tevere”.

dettaglio tav5a

In particolare, nel PS5, le aree golenali e gli specchi d’acqua sono reinterpretati anche   in favore di aspetti ricreativi e culturali.  Sono infatti previsti:

  • punti di accesso
  • ciclabili su ambo le sponde
  • ponti di attraversamento (si segnala il progetto della Dorsale Tevere)
  • pontili galleggianti
  • parchi di affaccio
legenda tav5a

Nei corridoi ecologici (descritti piu’ avanti) sono ammesse:

  • attività ricreative, sportive e del tempo libero per cui è consentita la realizzazione di volumi strettamente funzionali all’esercizio dell’attività sportiva e ricreativa con il primo piano calpestabile al di sopra della quota della massima piena prevedibile;
  • attività legate al tempo libero, sperimentazione e didattica ambientale con particolare riferimento all’agricoltura biologica e all’attività agricola orientata al potenziamento di azioni che favoriscano la biodiversità;

La zona lineare attrezzata è caratterizzata dal potenziamento e dalla ricostituzione del rapporto fiume città, anche mediante manifestazioni legate ad attività culturali ed espositive temporanee. Sono consentiti gli interventi che conseguono il fine di recuperare gli affacci e la fruibilità delle banchine e delle sponde. (art 31 bis)

Il problema non è ovviamente quello di una tutela indiscriminata, puramente nostalgica, dei paesaggi. Ciò significa spesso immobilsmo sociale, conservazione di privilegi o situazioni superate. Motivo di desolazione sono però le ferite gratuite, capricciose, evitabili, frutto di ignoranza, di abbagli, di mode effimere, di insulsi esibizionismi sociali e altro ancora, e che sostanzialmente significa mancanza di rapporto autentico con quanto già esiste, esclusione delle opere del passato come fattori imprescindibili, al pari d’altri, delle ulteriori azioni modificatrici. Si hanno così fratture violente che si ritorcono dannosamente sulla società, veri e propri traumi per chi è legato a un paesaggio che ha amato e di cui è stato artefice.

TURRI, Antropologia del paesaggio

Nelle aree golenali,  aree agricole orientate a valenza naturalistica e paesaggistica, sono consentite  la realizzazione di discese a fiume e di percorsi pedonali, ciclabili, a cavallo e di servizio. In particolare, le  aree per le attività del tempo libero – aree di libera fruizione non organizzata  – sono individuate lungo l’intero sviluppo lineare del fiume aree golenali. In qeste aree sono consentiti esclusivamente i seguenti interventi :

  • realizzazione di prati, radure per il gioco, aree boscate e cespugliate;
  • percorsi attrezzati ciclo-pedonali e liberi, ed eventuali attraversamenti della fascia di naturalità;
  • aree attrezzate per il pic-nic;
  • attrezzature amovibili quali chioschi, punti di ristoro servizi igienici;
  • installazione di percorsi natura e attrezzature per avvistamento fauna;
  • realizzazione di piccoli punti informativi per la didattica ambientale;
un rendering della casetta al Belvedere Galeria

Per la realizzazione delle aree di libera fruizione non organizzata sono fornite le seguenti linee di indirizzo progettuale:

  • chioschi di servizio, da realizzare in legno, devono essere possibilmente ubicati in prossimità degli accessi alle aree ed in prossimità degli argini;
  • percorsi di fruizione di servizio devono avere il più possibile andamento naturale e a sezioni non costanti;
  • piste ciclabili devono essere realizzate su sede propria, preferibilmente nell’area di sommità arginale.
  • varchi ambientali: Lungo il corso del Tevere sono individuati dei varchi di collegamento ambientale di dimensione variabile ai fini della interruzione delle barriere continue costituite dai contesti intensamente antropizzati delle golene (Tavv. 5A, 5B,5C, 5D del Sub-Allegato 3, Parte I dell’Allegato E).
  • varchi di servizio: In sede di rilascio e di rinnovo delle concessioni di aree demaniali golenali, nei tratti non interessati dai varchi ambientali di cui al comma precedente, devono essere garantiti idonei varchi di servizio, da posizionare circa ogni 200/400 metri, per assicurare l’accessibilità delle sponde, per la manutenzione e per la sicurezza.”

Extra

Allegati

  • Tavola 5/A – Sub-Allegato 3 “Linee guida per l’assetto delle aree golenali del Tevere da Castel Giubileo alla foce”

Corridoio ecologici

Al fine di restituire al fiume ed al suo habitat una continuità ecologica (condizione fondamentale per garantire la salute degli ecosistemi), a partire dal ciglio di sponda è individuata lungo l’asta una fascia di naturalità con le seguenti dimensioni:

  • 50 metri nelle aree di golena ampie, libere o di possibile insediamento di nuove attività. I concessionari sono tenuti alla tutela ed alla manutenzione della fascia di naturalità (45m. fascia di vegetazione, 5m. per passaggio di servizio, a partite dal ciglio di sponda del fiume);
  • variabile tra 15 e 30 metri in relazione alle condizioni della golena ed alle attività insediate (fascia di vegetazione variabile, 5m. per passaggi di servizio a partire dal ciglio di sponda del fiume);
  • minima di 15 metri nei casi in cui le condizioni della golena non consentano dimensioni maggiori (10m. fascia di vegetazione, 5m. per passaggi di servizio, a partire dal ciglio di sponda del fiume);
  • 5 metri solo in corrispondenza di occupazioni golenali conseguenti a concessioni regolarmente assentite. Nell’atto concessorio sono previste le condizioni tecniche specifiche da osservare per il buon mantenimento del regime idraulico, la navigabilità, la fruibilità generale del tratto fluviale.

Probabile retaggio della millenaria tradizione dell’alaggio (con cui, dai romani fino all’800, le merci raggiungevano la capitale risalendo la corrente su chiatte trainate da buoi),  un regio decreto del 1913 formalizza la via Alzaia: “i beni laterali ai fiumi navigabili sono soggetti alla servitù della via alzaia, detta anche d’attiraglio o i marciapiede. Essa, insieme alla sponda fino al fiume, dovrà dai proprietari essere lasciata libera da ogni ingombro o ostacolo al passaggio d’uomini o di bestie da tiro.” (articolato Regio Decreto 11 luglio 1913, n.959 ART.52). Dove la larghezza di questa non sia determinata da regolamenti e consuetudini vigenti, si intenderà stabilita a metri 5.

Parco Nazionale del Tevere

> L’italia è prima in Europa per corsi d’acqua. Tra loro un solo fiume-mare, con Capitaneria di Porto a Fiumicino, il nostro Tiberinus, il Tevere. A quando l’istituzione del Parco Nazionale Tiberino? segue...

Autorità di Distretto

L’ Autorità di Distretto è un soggetto che può garantire una pianificazione integrata tra Stato, Regioni e Provicie autonome e con tutti gli enti e le istituzioni coinvolti e promuovere azioni diffuse di adattamento ai cambiamenti climatici e di governo del territorio. Quindi bisogna rafforzare la centralità di questi enti, sul piano istituzionale e organizzativo, come previsto dalle Direttive europee ”Acque”e Alluvioni”. In stretta collaborazione con le Regioni e il comune di Roma bisogna rilanciare la rinaturazione fluviale realizzando interventi integrati per ridurre il rischio idrogeologico e puntare sulla continuità, accessibilità e libera fruizione, con azioni dirette alla ricostituzione della naturalità dell’ ecosistema fluviale.

Storia della via verso il mare

> Un breve racconto per provare a ripercorrere la storia della via verso il mare. Dal lontano 1988 ad oggi, il faticoso percorso di consapevolezza per seguire il fiume e il suo destino. segue...

Qua la zampa

>Le Terre della Regina invocano la partecipazione di tutti noi. Condividete le vostre visioni, seguiteci nelle giornate in calendario, aiutateci a portare avanti i progetti di recupero e diffusione della futura Regina Ciclovia Fluviale, il percorso verde lungo il Tevere.

Per rimanere aggiornati, partecipare, proporre….. iscrivetevi ai social o date una occhiata alle ReginaNews con tutte le imprese feline. Collaboriamo!

condividi:
PAI Piano Assetto Idrogeologico e PS5