All’interno dell’Operazione Patronus – raccontare il territorio e dell’Operazione Ippocrate – curiamo il bene (in) comune, dopo la pagina dedicata al PAI, una fotografia dello strumento dei  Contratti di Fiume.

“Il coinvolgimento attivo della città in un progetto di recupero della memoria del fiume e di riscoperta dei suoi valori è pertanto un passaggio necessario per permettere ad un fiume rinaturalizzato in ambito urbano di diventare un luogo e alla collettività di adottare un atteggiamento di rispetto e cura nei confronti di un patrimonio comune.” (G.Gusmaroli, S.Bizzi, R.Lafratta, 2011)

Agenda Tevere

Testo estratto da “Il Tevere nel sistema Roma” – Paola Cannavò, Massimo Zupi

Il Tevere con i suoi principali affluenti (Aniene e Almone) è il componente primario della rete ecologica di Roma Capitale, risorsa fondamentale su cui puntare per incrementare la resilienza della città. Le aree golenali potrebbero infatti essere utilizzate per migliorare la capacità di smaltimento delle acque meteoriche, per realizzare sistemi di riciclo delle acque di prima pioggia, mentre le oasi ecologiche e gli habitat naturali, già presenti lungo le sponde, se opportunamente sviluppati, possono dare un significativo contributo per l’abbattimento degli inquinanti atmosferici e la mitigazione dell’effetto isola di calore. I tratti navigabili del bacino potrebbero essere sfruttati per creare una rete di mobilità alternativa da integrare con le principali arterie ciclabili che corrono lungo il fiume.

Il Tevere rientra quindi a pieno titolo tra le infrastrutture verdi e blu, intese generalmente come infrastrutture che sostengono lo sviluppo di un territorio o di una città verso il raggiungimento degli obiettivi dello sviluppo sostenibile e della resilienza urbana. Ma la realtà che vediamo oggi è molto lontana da quello che noi immaginiamo quando pensiamo ad una “infrastruttura verde e blu”. La qualità delle acque è fortemente compromessa. Le sponde sono diventate in molti tratti un retro, uno spazio dimenticato dai cittadini ma sfruttato da chi nella città vuole nascondersi. Luoghi caratterizzati da una forte instabilità sociale e da una decisiva incertezza giuridica dal punto di vista concessorio e di competenze. Questa situazione di estremo degrado del tratto urbano del Tevere ed il contestuale riconoscimento del suo valore (ambientale, sociale, storico e culturale) determinano la necessità di mettere in campo gli strumenti necessari per la riqualificazione del fiume.

(la Via al Mare, dalla collezione fotosferica Mappatevere360 )

Come agire? Quali sono le condizioni per l’intervento? Quali gli strumenti di governance cui fare riferimento per sbrogliare una situazione apparentemente irrisolvibile?
L’ambito del Tevere compreso nei territori del Comune di Roma e di Fiumicino è ad oggi diviso amministrativamente tra 18 soggetti istituzionali che hanno competenze di gestione e/o di pianificazione sulla fascia fluviale: lo Stato, la Regione Lazio, il Comune di Roma; il Comune di Fiumicino; Roma Città Metropolitana. Questa geografia amministrativa non può che essere caratterizzata da sovrapposizioni, stratificazioni e aree “grigie”. Attualmente gli unici interventi che a vario titolo avvengono nell’ambito fluviale sono emergenziali o temporanei. Tale frammentazione del sistema di responsabilità pubblica è la causa primaria del degrado del Tevere nel suo tratto urbano.

Nasce quindi l’esigenza di costruire un’alleanza tra tutti gli attori (istituzioni, associazioni, imprese, università e centri di ricerca, cittadini e innovatori sociali) disponibili ad impegnarsi con il loro tempo, le idee, le competenze, le capacità e le risorse disponibili per la riqualificazione dell’ambito fluviale.
Con questo obiettivo è stata costituita nel 2017 Agenda Tevere Onlus. Obiettivo di questa collaborazione multi-attoriale è la costruzione di un progetto di riqualificazione urbanistica e ambientale per trasformare il Tevere nella principale infrastruttura verde e blu della città di Roma.
I tradizionali modelli di governo del territorio, basati sull’organizzazione gerarchica (livello nazionale, regionale, locale) e sull’approccio settoriale (con conseguente moltiplicazione di enti, competenze e strumenti d’azione) sono infatti da tempo stati messi in discussione, in ragione della loro sostanziale incapacità di produrre effetti concreti.

Tutto ciò suggerisce operativamente di considerare la questione in termini di governance sussididiaria, intendendo qui con tale espressione una modalità di governo nella quale i cittadini svolgono attività di interesse generale in modo autonomo. Le istituzioni hanno oggi di fronte un nuovo soggetto che non possono più permettersi di ignorare.
I cittadini, se adeguatamente assistiti e incentivati, si trasformano in innovatori, propongono soluzioni, dedicano il proprio tempo e le proprie idee e risorse ad innescare i processi di trasformazione.

(il pannello informativo a Ponte Marconi, dalla collezione fotosferica Mappatevere360 )

Agenda Tevere Onlus ha avviato azioni sul territorio per coinvolgere la comunità e le istituzioni nel processo di trasformazione delle sponde, e ha attivato il “Contratto di Fiume Tevere relativo all’asta fluviale da Castel Giubileo alla foce”.
Il CdF è uno strumento basato su un “patto” tra tutti gli attori interessati alla qualità del territorio del bacino fluviale, finalizzato alla programmazione di strategie ed azioni puntuali di progetto per riqualificare e valorizzare il fiume e il paesaggio favorendo le dinamiche naturali in equilibrio con quelle antropiche, siano esso finalizzate alla difesa idraulica o alla fruizione delle sponde.

Conclusioni
Le città, nate e sviluppatesi lungo i fiumi, hanno creato una interazione tra l’elemento naturale e la cultura urbana, un rapporto scandito dalla continua ricerca di equilibrio.
I bacini idrografici dei fiumi quando intersecano le aree urbane e i tratti di territorio fortemente antropizzati, generano dei sistemi complessi che per essere riqualificati necessitano di un approccio sistemico integrato, in grado di affrontare le problematiche da molteplici punti di vista: giuridici, ambientali, ecologici, idrologici, ingegneristici, economico, sociali e paesaggistici.
Il paesaggio fluviale urbano nasce dalla ricerca dell’equilibrio tra lo stato ecologico originario di riferimento (in condizioni inalterate) del corpo idrico e la condizione urbana che questo attraversa; sono situazioni difficilmente generalizzabili che necessitano di un patto locale tra tutti coloro che vivono, amministrano e gestiscono le attività legate alla presenza del fiume.
Il CdF è un patto collaborativo, il primo passo verso la costruzione, trasversale e interdisciplinare, di un rinnovato progetto fluviale-urbano.

Contratto di Fiume

il Contratto di Fiume Tevere da Castel Giubileo alla Foce è uno strumento collaborativo di programmazione degli interventi che consente, grazie all’interazione tra enti competenti, esperti e territorio, di definire una strategia condivisa per il miglioramento ambientale e la valorizzazione del fiume Tevere e del suo ambito.

Non si tratta di uno strumento urbanistico, ma di un’alleanza di scopo che, in coerenza con la pianificazione esistente, si propone di risolvere conflitti e sovrapposizioni. È un “patto di impegno” tra le amministrazioni. È il luogo di confronto tra i differenti portatori d’interesse (pubblici, privati, civici) per riqualificare il fiume bene comune.

Il CdF ambisce alla attivazione di un processo di riappropriazione da parte della comunità e alla ricostruzione della relazione tra fiume e città.

Soggetti coinvolti:

  • capofila: Agenda Tevere (associazione di associazioni) – è uno dei pochi casi in Italia in cui il promotore del CdF è un’associazione ONLUS che opera sul territorio
  • firmatari: ad oggi circa 60 tra amministrazioni pubbliche, enti di ricerca, università, ordini professionali, associazioni territoriali e di volontariato (circa 30)

 

Tappe

 2017: avvio del CdF con la sottoscrizione del Manifesto d’Intenti

2018: definizione degli obiettivi attraverso il Documento strategico

Obiettivi specifici del CdF:

  1. sostenibilità ambientale                          
  2. accessibilità e fruibilità                                             
  3. riappropriazione ad uso pubblico delle aree spondali
  4. riqualificazione e valorizzazione del fiume come bene comune
  5. valorizzazione e promozione delle progettualità esistenti
  6. difesa idraulica qualità delle acque
  7. presidio pubblico attraverso la presenza dei cittadini                                                            

Assi strategici o macro-azioni del CdF:

  1. aggiornamento e sviluppo del quadro conoscitivo    
  2. sicurezza idraulica          
  3. qualità acque
  4. biodiversità e funzionalità ecologica     
  5. rapporto fiume-città    
  6. fruizione            
  7. partecipazione Attiva

2019-2020: costruzione del Programma Triennale d’Azione con l’obiettivo di definire azioni, interventi, tempi ed attori per l’attuazione dei cambiamenti sul territorio

Sviluppi futuri: il CdF segue un processo incrementale, continuerà ad accogliere nuovi attori ed iniziative che potranno costruire i futuri Programmi d’Azione

(la Riva Ostiense, dalla collezione fotosferica Mappatevere360 )

Buone prassi

I Contratti di Fiume nascono in Francia nel 1981 come Contrat de Rivière e sono formalizzati in Italia a partire dal 2007 con il Tavolo Nazionale dei CdF, sebbene i primi esempi nazionali si realizzino in Lombardia e Piemonte all’inizio del 2000 (il primo è l’Olona-Bozzente-Lura, 2004).

Francia (più di 150):

Belgio:

Per approfondire

Cannavò, P., “Verso il Parco Urbano del Tevere” in Tracce Urbane, 2018

Riferimenti CdF

 

Extra

10 azioni per il Tevere

Roma può rinascere solo insieme al suo fiume. Di questo sono convinte le 25 ASSOCIAZIONI e i SOCI che hanno fondato Agenda Tevere Onlus che mette oggi a disposizione del prossimo Sindaco di Roma 10 azioni per pretendere la trasformazione della più significativa infrastruttura blu e verde della Capitale. segue…

PensoPositivo

> Un capitolo dedicato ai progetti di riqualificazione dei fiumi. Uno stimolo a rileggere i luoghi della quotidianita’ andando oltre le brutture che avvelenano, ad elaborare e condividere uno slancio positivo. Questo e’ il contagio che ci piace. segue...

Il fiume come progetto urbano

Nessun luogo come il fiume nella città può diventare un contesto significativo di sperimentazione delle politiche più innovative di rigenerazione ambientale e di valorizzazione della bellezza della città. segue…

Qua la zampa

>Le Terre della Regina invocano la partecipazione di tutti noi. Condividete le vostre visioni, seguiteci nelle giornate in calendario, aiutateci a portare avanti i progetti di recupero e diffusione della futura Regina Ciclovia Fluviale, il percorso verde lungo il Tevere.

Per rimanere aggiornati, partecipare, proporre….. iscrivetevi ai social o date una occhiata alle ReginaNews con tutte le imprese feline. Non lasciateci soli! !

 

(discesa in gommone nel cuore di Roma, dalla collezione fotosferica Mappatevere360 ))

Contratto di Fiume e AgendaTevere
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