Il progetto con le linee guida per il riordino delle aree golenali della Regione Lazio all’Isola Sacra di Fiumicino.

All’interno dell’Operazione Patronus – racconti dal basso e delle Visioni PensoPositivo, dopo l’approfondimento  dedicato alle ciclovie lungo i corsi d’acqua, apriamo una pagina sul progetto di riordino delle aree golenali della Regione Lazio all’isola Sacra di Fiumicino.

Water Front Isola Sacra

(testo estratto dal documento riportato in coda)

Il territorio di Isola Sacra è  circoscritto dalla Fossa Traiana e dalla Fiumara Grande, una “cerniera” di collegamento tra Roma, il mare, Ostia e l’Aeroporto. E’ caratterizzato dalla presenza di una notevole stratificazione archeologica, dove permangono importanti siti naturalistici tutelati e paesaggi ancora legati agli usi agricoli.

Le 38 aree golenali di proprietà della Regione Lazio ivi situate, si configurano come un significativo sistema di waterfront fluviale lungo il Tevere.

Una sequenza pressoché continua di attività e di funzioni (cantieri nautici, circoli ricreativi, attività per lo sport, per il tempo libero e la ristorazione) che oggi reclamano un riordino e una gestione coordinata, per sanare le molteplici situazioni di degrado, di cattivo utilizzo e di non rispondenza agli obiettivi della pianificazione.

Le linee guida elaborate dal progetto “Waterfront Isola Sacra”, risalente al 2019, sono volte a indirizzare i futuri interventi all’interno delle aree golenali, con l’obiettivo di considerare il Tevere come una sequenza di parchi e ambiti tematici con elevate caratteristiche storiche, ambientali e culturali, coniugando la presenza dei cantieri nautici con la difesa dei contesti naturali.

Contesto

Il territorio dell’Isola Sacra è il risultato di profonde trasformazioni avvenute nel corso dei secoli, a cominciare dalla stessa condizione di isola, determinata dalla realizzazione della Fossa Traiana che collega il fiume al porto Imperiale (II secolo d.c.), fino al progressivo avanzamento della linea di costa dovuto all’apporto dei materiali alluvionali depositati alla foce dal Tevere. Un territorio fertile, ampiamente coltivato nell’antichità romana, fino a quando, nel Medioevo, viene progressivamente abbandonato per divenire una zona malarica. Solo alla fine dell’800 venne iniziata un’opera di bonifica, conclusasi intorno al 1930. Un ambito caratterizzato dalla presenza di una notevole stratificazione archeologica, dove permangono importanti siti naturalistici tutelati e paesaggi ancora legati agli usi agricoli.

Le 38 aree golenali di proprietà della Regione Lazio situate nel Comune di Fiumicino in località Isola Sacra, sono dislocate lungo il fiume Tevere e ospitano prevalentemente funzioni connesse alla cantieristica nautica, circoli ricreativi, attività per lo sport, per il tempo libero e la ristorazione.

Queste aree si configurano come un significativo sistema di waterfront fluviale, una sequenza pressoché continua di attività e di funzioni che oggi reclamano un riordino e una gestione coordinata, per intervenire nelle molteplici situazioni di degrado, di cattivo utilizzo e di non rispondenza agli obiettivi della pianificazione.

Il MasterPlan “Waterfront Isola Sacra” è il risultato della sintesi di un vasto quadro conoscitivo ottenuto tramite sopralluoghi, rilievi, studio delle prescrizioni previste dai piani urbanistici e dal PS5, interazione con le autorità e con tutti i soggetti coinvolti. Costituisce uno strumento prescrittivo per ottimizzare la gestione delle aree e massimizzare il loro rendimento attraverso un’attività di valorizzazione.

L’analisi del contesto ha portato ad individuare quattro macro componenti:

  • Ecosistema fluviale: l’area fluviale che comprende lo specchio d’acqua,  la fascia spondale (ripe), le golene e  la fascia arginale. Il fiume rappresenta l’elemento principale del contesto nonché una risorsa per tutto il territorio circostante. Oltre al Tevere, fanno parte di questo sistema anche il Canale Navigabile e la rete dei canali della Bonifica.
  • Paesaggio naturale e agrario: costituito da tutti quegli elementi naturali più o meno antropizzati, quali le zone agricole, le aree naturali protette, le zone umide, i parchi e le oasi, gli arenili e le spiagge.
  • Sistema archeologico: costituito dalle diverse aree di interesse archeologico dislocate sia all’interno che nell’immediato intorno di Isola Sacra. In particolare gli scavi di Ostia Antica, l’area del Porto di Traiano, la Necropoli di Porto, la via Severiana, il complesso di S. Ippolito/Terme di Matidia e della Cisterna di Isidie, l’episcopio di Porto. Di epoche più recenti, fanno parte di questo sistema anche  il Faro alla foce e le torri di avvistamento (Torre S. Michele, Tor Boacciana, Torre Niccolina e  Torre Gregoriana).
  • Sistema insediativo: costituito dalle due aree urbane di Fiumicino e Ostia.

L’area di progetto è stata suddivisa in quattro ambiti distinti:

  • A – waterfront urbano
  • B – waterfront naturalistico e archeologico
  • C – waterfront cantieri diporto e circoli
  • D – waterfront cantieri navali e darsene

Obiettivi generali

La visione complessiva promossa dal MasterPlan è mirata a individuare un modello gestionale e di sviluppo sostenibile, incentrato su una sequenza di azioni convergenti:

  • Proteggere e migliorare lo stato dell’ambiente
  • Supportare le aree istituite a riserva naturale, mediante interventi di ricostituzione degli habitat e dell’ambiente ripariale
  • Sostenere e incentivare i programmi incentrati sulla sicurezza idraulica e sul miglioramento della navigabilità del fiume
  • Contrastare l’inquinamento e gli impatti derivati dalla pressione antropica
  • Valorizzare i contesti storici archeologici e culturali, in un’ottica di integrazione con il paesaggio naturale
  • Promuovere iniziative legate alla ricerca, allo studio e alla didattica
  • Promuovere e valorizzare le attività cantieristiche e di supporto alla nautica, in coerenza con le destinazioni d’uso e con gli usi storici presenti
  • Promuovere programmi di riconversione e di riqualificazione del patrimonio edilizio esistente, contrastando la presenza di manufatti incongrui e non legittimati
  • Inserire nuove funzioni e servizi capaci di attrarre un turismo qualificato, distribuito nelle diverse stagioni e a basso impatto
  • Migliorare il sistema della mobilità nell’intero ambito e dell’accessibilità alle aree golenali, inserendo nuovi tracciati ciclopedonali e riqualificando la viabilità esistente

(Isola di Tor Boacciana dal Pietro Micca, dalla collezione fotosferica Mappatevere360 )

Strategie

Le strategie generali sono riconducibili a tre grandi temi:

  • Conservazione dei contesti naturali e recupero dell’ecosistema fluviale
  • Miglioramento dell’accessibilità e la fruibilità del fiume
  • Riordino delle attività economiche

Conservazione e recupero ecosistema fluviale

  • Potenziare la continuità dell’ecosistema fluviale. La ricostituzione della continuità ecologica lungo il fiume si attua con la difesa e creazione di fasce naturali, realizzando aree di mitigazione e di compensazione ambientale, delocalizzando le attività incompatibili, risanando il degrado antropico-ambientale; eliminando gli elementi di discontinuità.
  • Difendere gli habitat e la presenza della fauna. Dal punto di vista faunistico, l’area della foce del Tevere  rappresenta un’area di sosta, alimentazione e svernamento per un significativo numero di specie di uccelli acquatici. In tal senso, si incentiva l’istituzione di nuove zone protette e di parchi, realizzando sistemazioni spondali e di risalita,  parchi di affaccio, torrette di birdwatching.
  • Mitigare gli impatti. L’assetto naturale risulta fortemente trasformato e compromesso poichè i fenomeni di antropizzazione hanno determinato una perdita della condizione riparia originale. I processi di riqualificazione ambientale prevedono l’implementazione dell’attuale sistema di raccolta e gestione dei rifiuti solidi urbani e  la gestione più razionale delle risorse idriche.
  • Favorire un uso equo delle risorse. Il MasterPlan punta a coordinare, all’interno di un progetto unitario, un quadro programmatico capace di confermare la presenza di attività produttive in un’area vasta ad elevata valenza ecologica.

(discesa del Tevere nel Fiumicino Paddling Festival)

Miglioramento accessibilità e fruibilità del fiume

Si punta al miglioramento dell’accessibilità e la fruibilità del fiume, pianificando un sistema di mobilità sostenibile in grado di ridurre al minimo l’impatto sull’ambiente.

  • Garantire l’accessibilità e la fruibilità del fiume. L’attuale condizione dei luoghi è caratterizzata dalla totale mancanza di una accessibilità “pubblica” alle aree golenali e al fiume Tevere. Si propone di riconfigurare il sistema dell’accessibilità coniugando il miglioramento della fruizione pubblica (parchi di affaccio e di varchi pubblici di accesso alle aree golenali) con il recupero ambientale delle sponde e il miglioramento del sistema di accesso ai cantieri e ai circoli nautici.
  • Incentivare la mobilità dolce. Per garantire la fruibilità dell’area ed incentivare la mobilità a piedi e su due ruote si propone una pista ciclabile lungo l’argine del Tevere in un percorso ad anello, connesso alle aree attrezzate e ai parcheggi,  che dalla campagna arriva fino al mare passando attraverso le zone urbanizzate di Fiumicino.  Un sistema di mobilità sostenibile capace di ridurre al minimo gli impatti ma al tempo stesso garantire l’accessibilità ai contesti e alle funzioni previste.
  • Connettere le aree di interesse archeologico e naturalistico. L’obiettivo è quello di integrare (con percorsi e segnaletica) le risorse archeologiche, storiche e culturali nel loro contesto ambientale di riferimento, sviluppando una esperienza dei luoghi immersiva e più articolata. Così da mettere in evidenza l’identità di un territorio che oggi appare altamente frammentato.

(pontile di Ostia Antica, dalla collezione fotosferica Mappatevere360 )

Riordino attività economiche

Lo stato delle concessioni evidenzia una situazione generale di scarsa regolarità e di difficoltà gestionale: sono regolari circa la metà delle aree per le concessioni di specchi acquei e solo un quarto per le superfici terrestri. La maggior parte sono in attesa di rinnovo, scadute o irregolari. Tale condizione rappresenta l’occasione per indirizzare la gestione delle aree demaniali verso una zonizzazione “vocazionale”, evidenziando la presenza di diversi ambiti dove promuovere diverse tipologie di attività, in relazione ad un quadro chiaro di prescrizioni, regolamenti e linee guida.

Seguendo una logica di sostenibilità e di compatibilità con l’ambito fluviale e gli usi storici del territorio, il MasterPlan introduce nuovi criteri per la determinazione dei canoni demaniali,  aggiornando i valori attuali, diversificando maggiormente i livelli tariffari in base agli ambiti di appartenenza delle aree, stimolando la compartecipazione dei privati.

Il MasterPlan introduce elementi di premialità e di sconto della tariffa finalizzati a promuovere la realizzazione di interventi di miglioramento ambientale, la riconversione di attività ritenute non coerenti con la pianificazione e con le destinazione previste, la partecipazione dei concessionari ai costi di manutenzione generali.

Per la realizzazione di opere strategiche (risanamenti, bonifiche, piste ciclabili,  aree di sosta,  parchi di affaccio, ….), il MasterPlan propone di recuperare almeno parte delle risorse necessarie attraverso un adeguamento del sistema tariffario dei canoni di concessione; la compartecipazione di privati, il ricorso a fonti di finanziamento pubbliche, nazionali e comunitarie.

Gli investimenti pubblici sono quindi visti in una prospettiva di collaborazione, di condivisione e di attrazione del privato nei processi realizzativi, gestionali e manutentivi.

Linee guida aree in concessione

In base a quanto indicato dal  Piano Regolatore Generale (PRG) e dall’Autorità di Bacino, sono state elaborate linee guida per indirizzare i futuri interventi all’interno delle aree golenali, con l’obiettivo di coniugare la presenza dei cantieri nautici con la valorizzazione delle peculiarità storiche, ambientali e culturali, concorrendo ad eliminare le cause di inquinamento e di degrado.

Le attività compatibili coinvolgono cantieristica, rimessaggio, diporto, turismo, ristorazione, sport e tempo libero. E’ prevista la delocalizzazione delle attività incompatibili, la riconversione dei cantieri navali e delle costruzioni esistenti, la realizzazione di attrezzature per il turismo ambientale. Le aree golenali della fossa Traiana sono destinate a “Parco archeologico”.

Nello specifico:

  • Specchio d’acqua: lo stazionamento dei natanti è consentito nei tratti idonei in una fascia massima di 10 m dal ciglio di sponda.
  • Banchine: devono essere realizzate in legno (in corrispondenza di sponde ad andamento naturale) o in cemento armato (in corrispondenza delle darsene).
  • Fascia di naturalità: per garantire la continuità dell’ecosistema e salvaguardare l’efficienza fluviale è stabilita una fascia di naturalità minima di 10 m a partire dal ciglio di sponda (5 m per le aree già occupate da attività legittime).
  • Area golenale: area di profondità variabile compresa tra la fascia di naturalità e il piede interno dell’argine. In terra e vegetato, accessibile dai percorsi ciclo-pedonali, dalla viabilità locale e dai cantieri navali. Nelle golene su cui insistono attività di diversa natura queste dovranno essere delimitate in modo da garantire la sicurezza ed evitare interferenze tra le attività nelle aree di lavoro ed i fruitori esterni.
  • Argine: in terra e vegetato, con in sommità la pista ciclabile.

Riferimenti

“Waterfront Isola Sacra” e’ un progetto della Regione Lazio realizzato nel 2019 da AKA studio associato.

Documento pdf: “Water front Isola Sacra

 

Extra

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(Isola Sacra dalla Fossa Traiana durante un Cuore di Tevere, dalla collezione fotosferica Mappatevere360 )

WaterFront Isola Sacra
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