All’interno dell’Operazione Patronus – racconti dal basso e della rubrica sulla memoria,  dopo la pagina sulla storia della via verso il mare e la presentazione della traccia integrale dalle Sorgenti Fumaiole a Fiumicino,  cerchiamo di recuperare la memoria delle esplorazioni lungo il Tevere nelle Terre Estreme della Regina. Anno dopo anno, le persone e gli avvenimenti dedicati alla futura Regina Ciclovia Tiberina.

1999

Risalendo indietro nel tempo, le tracce più antiche fanno riferimento a Gianni Gallina che nel 1999 (c’erano ancora le lire) risale il Tevere per proseguire oltre,  fino a Venezia!  Erano gli anni in cui, per costruire un percorso, ci si affidava alle cartine TCI.

(“Tevere Express”, Ponte Milvio 29 settembre 1999)

Itinerari di lunga distanza da percorrere in bicicletta ce ne sono ovunque, anche da Roma a Venezia, sicuramente già percorsi da qualche cicloviaggiatore molto prima che noi della FIAB cominciassimo a porci il problema della loro individuazione e segnalazione; questo perché il cicloturista è di per sé un viaggiatore anarchico, al quale il più delle volte è sufficiente una cartina stradale per costruire un itinerario. E’ esattamente quello che è successo a me : lungi dall’improvvisarmi “pioniere” tracciatore di piste sconosciute, semplicemente un giorno ho sentito la voglia e la necessità di fare un lungo viaggio in bici in completa solitudine, ho guardato per qualche attimo una carta dell’Italia e ho pensato di unire tra loro le due città artisticamente più significative della penisola. Tutto ciò che ne è seguito è stato il risultato di una ricerca dettagliata (ma non troppo) di strade percorribili in bicicletta usando cartine del TCI, con il prezioso supporto di chi quelle strade in parte già le conosceva.”  (dal pdf con il resoconto)

(passaggio al ponte di Attigliano)

2007

Il Tevere e la sua valle: percorrerlo in bici, in solitaria, in senso contrario e in 3 tappe. Avete mai avuto un sogno? Uno di quei desideri che accompagnano le vostre giornate? Io sì! Questo sogno si chiamava Tevere. Così ho pensato di realizzarlo. Risalire in bicicletta il suo sinuoso percorso tra Lazio, Umbria e Toscana, fino a lambire la Romagna.“. Cosi’ scriveva Andrea Onida quasi quindici anni fa, quando decise di risalire il fiume fino alle sorgenti. Di quella impresa (e delle edizioni che seguirono), rimane traccia sul suo sito.

La riserva di Nazzano (Tevere-Farfa) meriterebbe una visita più approfondita, ma la tabella di marcia non me lo permette e devo accontentarmi delle foto dall’alto. Il prossimo paese che incontro è Ponzano Romano. Nazzano, Torrita Tiberina e Filacciano per essere visitati richiedono piccole deviazioni andata e ritorno ed essendo circa solo a metà della prima tappa preferisco rimandare all’anno prossimo il nostro connubio. Ponzano ha un bel centro storico arroccato, ma la cosa che lascia senza fiato è senza dubbio la vista su tutta la valle con quel incredibile dolce serpeggiare del Tevere“. Il racconto di Andrea segue le strade e gli  affacci sul fiume,  come  questo  sul fiasco di Ponzano).

Tre giorni per raggiungere le sorgenti. Tanti incontri, tra cui quello con “il magnifico Igino Stefani, che dopo aver dato risalto pubblicando l’iniziativa, si rendeva disponibile il sabato precedente alla partenza, per farmi testare tutta la ciclabile del lungo Tevere…andata e ritorno, circa 60 km. Ancora grazie Igino.

Di un anno imprecisato e’ la pubblicazione (probabilmente della Regione Umbria) di un opuscolo che  descrive in otto tappe il percorso dalle sorgenti ad Alviano. La versione cartacea e’ scannerizzata sul sito di Igino.

2008

Sara’ proprio Igino, almeno dall’anno successivo, a cominciare le esplorazioni dei territori lungo il fiume, per avvicinare il percorso alle sponde, come scrive luiTevere in bici da nord a sud, lungo gli argini (dove si può), sterrate, piste ciclabili e brevi tratti di strada asfaltata a bassa/media densità di traffico“. Il suo sito “Slowbike” e’ gia’ nel titolo un omaggio alla lentezza.

(Igino e Italo, a caccia di percorsi aperti)

Perche’ lento e meticoloso e’ il suo lavoro di avanscoperta lungo gli argini, in una terra che sembra essere scomparsa dalle geografie. Gli incontri ai bivi diventano fondamentali per recuperare la giusta direzione.

Le sue mappe, ricavate dalla cartografia militare IGM, rimandano al passato remoto, quando al posto delle APP c’erano carta, bussola e matita.

Le esplorazioni hanno il passo lento del guado, che ti costringe a indossare calzari impermeabili per affrontare l’acqua, come nell’incontro con il torrente Soara alla confluenza nel Tevere. L’attuale ponticello sara’ inaugurato solo nel 2019.

(Igino con Tommaso in una esplorazione nel 2016)

Il logo della Discesa Internazionale del Tevere, realizzato nel 2008, rispecchia l’esperienza lungo il fiume: non piu’ solo canoe, ma anche bici e scarpette.

2009

Iniziata nel 1969 con una discesa del Tevere in canoa, nel 2009 la DIT vede la partecipazione anche di un gruppo in bici guidato da Fiab Ruotalibera.

Nello stesso anno  nel calendario di RuotaLibera compare una pedalata proposta da Igino da Orte a Civita Castellana, lungo il tracciato che oggi corrisponde alla sesta tappa.

2010

Nel 2010 Tommaso si inserisce tra gli accompagnatori del gruppo in bici durante l’appuntamento annuale della DIT,  seguendo canoe e kayak lungo il Tevere. Da allora, insieme alla moglie Marina, e’ in prima linea ad ogni appuntamento.

Le 9 tappe della discesa vengono inserite nel calendario Ruotalibera di quell’anno.

Data di pubblicazione imprecisata per l’opuscolo dei percorsi lungo il Tevere in Umbria.

> L'opuscolo misterioso che raccoglie le tappe tiberine in Umbria (tutte le pagine qui)

2013

Nel 2013 il percorso lungo il Tevere si arricchisce del gruppo a piedi guidato dalla Federtrek.

Le foto di Igino.

2014

Nel 2014 si ripete l’esperienza a piedi del gruppo Federtrek guidato da Antonio Citti

2015

Nel 2015 un video di Carlo racconta la partenza in bici da Citta’ di Castello, lungo il percorso che diventera’ la  seconda tappa della Regina Ciclovia.

Nello stesso anno, dalle visioni di Alessandro Marrone  prende forma la Via dell’Acqua, che da Orte fino a Roma segue il percorso del Tevere. Nelle foto pubblicate sulla pagina dedicata,  si ritrovano diversi luoghi attraversati dalle ultime tre tappe della futura Regina Tiberina.

(la foto di Pierpaolo Natalizi al porto di Ocriculum)

2017

L’attuale sesta tappa della Regina Ciclovia e’ anticipata nei due video girati durante la DIT2017.

In quell’anno, a Roma, il  corridoio verso il Mare torna sotto i riflettori. Ad agosto viene pubblicata sui social la bozza della prima locandina dell’Operazione Patronus. All’epoca lo sguardo non andava oltre i confini di Labaro, nelle Terre del Nord. L’ottava e ultima tappa della Regina Ciclovia, e’ la prima ad essere assemblata.

Sempre in quell’anno, a settembre viene inaugurato il Webserver della Regina. L’intento e’ quello di recuperare una visione di insieme, per il momento ingenuamente limitata al tratto romano. 😀

A ottobre viene condiviso il tratto Orte-Nazzano grazie all’esperienza di EmotionBike e di Alessandro Marrone, che segnala “L’opera omnia sulla ciclabilitâ del Tevere dalla fonte alla foce esiste già ed è tutta mappata www.laviadeltevere.it ad opera del compianto Igino Stefani, storico artefice della DIT – Discesa Internazionale del Tevere

A novembre, un post sui social che racconta il primo Cuore di Tevere intercetta l’interesse dei volontari DIT, con cui inizia la collaborazione.

A dicembre c’e’ la DIT natalizia.

Nelle locandine la futura Regina Ciclovia non va oltre i 55km romani.

2018

Nella primavera del 2018 i Gatti scoprono le Terre Estreme grazie alla XXXIX DIT, ed e’ amore a prima vista.

A conclusione dell’esperienza,  le locandine cominciano a riportare in coda le “Terre Estreme”. Poche idee e ben confuse su quale direzione prendere.

Il primo mega pannello informativo, installato a luglio alla piazzola del Ponte Romano ancora limita lo sguardo ai 55km romani.

A ottobre il webserver accoglie diverse tracce raccolte in rete, tra cui la registrazione in presa diretta della DIT di aprile e la traccia della Via Dell’Acqua di Alessandro Marrone, che da Orte a Roma si sviluppa lungo il Tevere.

2019

Ad aprile 2019 viene condivisa una infografica dedicata alla riserva di Nazzano, che diventera’ la fine della sesta tappa della futura Regina Ciclovia: un luogo meraviglioso, facilmente raggiungibile da Roma in treno, ancora sconosciuto.

Lo stesso mese Steve con la sua bici muscolare pedala 740km dalla Foce alla Sorgente del Tevere e ritorno. Lungo il percorso incontrera’ anche i volontari impegnati nella XXXX DIT.

Un mese dopo le Terre Estreme vengono riassunte in una locandina che abbraccia indistintamente, per sottrazione dai 55km romani, i 350 che rimangono al Tevere per scendere dalle sorgenti.

Ad agosto viene formalizzato il percorso da Citta’ di Castello a Perugia, ricalcando la traccia pedalata l’anno precedente durante la XXXIX DIT.

A settembre e’ la volta del tratto Orte – Nazzano (con il relativo video).

Le esplorazioni estive del 2019 permettono quindi di totalizzare 210km pedalabili, suddivisi in tre tratti.

2020

A febbraio Michele Belia condivide la traccia che dalle sorgenti scende fino a Umbertide, mentre a Marzo Luigi Uccellini dell’Ass. ORTE GREENWAY  allunga il tratto mediano della futura Ciclovia Fluviale Tiberina con i 25 km da Attigliano a Orte, seguito da Romano Puglisi che consiglia il percorso da Alviano a Attigliano. segue…

L’aggiornamento del webserver di aprile riassume i km pedalabili, considerando anche le divagazioni.

A luglio e’ tempo di presentare MappaTevere360. Nella prima versione raccoglieva soltanto le foto sferiche che si stavano accumulando lungo il percorso.

Il tratto da Pieve Santo Stefano a Citta’ di Castello viene aggiunto lo stesso mese, raccolto in un video di tre minuti.

I km totalizzati lungo il fiume raggiungono quota 370.

I tratti che rimangono scoperti verranno chiariti con la discesa in 5 giorni di Stefano Farkas.

Le esplorazioni dell’estate 2020 permettono di chiudere la traccia integrale. Ad eccezione della settima tappa (sulla strada Tiberina, bypassabile con il treno), il resto del percorso e’ stato verificato, riportando a casa oltre 280 foto sferiche, che ad oggi hanno totalizzato oltre 98.000 visualizzazioni.

Il 18 agosto vengono presentate le otto tappe della futura Regina Ciclovia.

Il piano della mobilità ecologica della Regione Umbria aggiornato a fine agosto 2020 individua i tratti della ciclovia ancora da realizzare.

MappaTevere360 accoglie la traccia integrale e manda in pensione il vecchio webserver (il video con le istruzioni). Ad oggi risulta superato il traguardo delle 5500 visualizzazioni.

A settembre viene pubblicato un video che in due minuti riassume le riprese dalle sorgenti al mare.

Lo stesso mese viene rigenerata la palina di RipaGrande a PortaPortese. La prima a riportare le otto tappe dalle sorgenti al mare.

Il primo ottobre esce l’articolo su BikeItalia

Qua la zampa

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Storia della futura Regina Ciclovia
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