A Lione, in Francia, la riva sinistra del Rodano si sviluppa per oltre 5 km di lunghezza, nel cuore della città.
Nel 2003 è stato avviato un progetto di recupero della banchina, trasformando in luoghi di socialità vaste aree precedentemente destinate a parcheggio.

Il Rodano

All’interno dell’Operazione Patronus – racconti dal basso  e delle visioni tiberine, apriamo una finestra dedicata al  progetto  di recupero delle sponde del Rodano.

A Lione, in Francia, la riva sinistra del Rodano si sviluppa per oltre 5 km di lunghezza, nel cuore della città.
Nel 2003 è stato avviato un progetto di recupero della banchina, trasformando in luoghi di socialità vaste aree precedentemente destinate a parcheggio.
Il percorso disegna una lunga passeggiata a contatto con il fiume. La larghezza della banchina dallo sviluppo molto variabile (da 5 a 75 m.) si traduce in luoghi molto differenziati: terrazze belvedere, piscine, punti ristoro, centri informativi, locali per pescatori, noleggio biciclette.

Il lavoro di concertazione con i residenti e gli abitanti delle chiatte ha permesso di definire la vocazione e gli usi di ciascuno degli ambienti che si susseguono durante questo viaggio: a monte, la vegetazione ripariale crea isole di protezione ambientale favorendo la dinamica ecologica. Giardini fluviali sorgono vicino alle chiatte abitate.
Nella parte centrale, dove la banchina è più ampia, si sviluppa uno spazio libero con chiatte ristoranti, terrazze, campi sportivi, piscine. Il porto dell’Università accoglie navi da crociera. Le file di querce ed olmi offrono l’ombra per mercatini e mercati delle pulci. A valle, un importante lavoro di rinaturazione delle banchine è orientato a sviluppare una passeggiata botanica che riflette i diversi ambienti del fiume.
La passeggiata nel parco è un percorso che connette i luoghi, le destinazioni gli ambienti attraversati dal fiume, conciliando la vastità dell’agglomerato urbando con l’intimità dei territori acquatici.
(Foto e testi da Herokuapp e Grandlyon)

Lione disegnata dall’acqua

Non sono molte le città che vantano la presenza di due fiumi e soprattutto di un luogo chiamato confluenza, in grado di assumere specifiche configurazioni morfologiche o strategiche. Tra queste Lione, in Francia, alla confluenza della Saona e del Rodano.

Con alte rive in granito, è la Saona a rappresentare la culla della città e il luogo da cui si affacciano i più importanti monumenti di epoca romana. Più ampio e imponente, il Rodano è tumultuoso, soggetto a forti correnti, con acque gonfie in inverno, rive basse e instabili. È soggetto a frequenti piene e per questo rimane a lungo marginale allo sviluppo cittadino.
Uno degli slogan più riusciti del progetto di riqualificazione, “mettere in scena il patrimonio fluviale”, si concretizza per mezzo di una serie di sistemazioni paesaggistiche, dove imbarcaderi, rampe, percorsi pedonali e ciclabili, piantumazioni ripariali, aree di gioco e di sosta, trovano una loro specifica collocazione in una visione di insieme.
Gli interventi lungo la riva sinistra del Rodano prendono il posto delle pesanti trasformazioni infrastrutturali degli anni Settanta che avevano distribuito estesi parcheggi, incentivato la mobilità veicolare e annullato ogni spazio sociale.
La rimozione dei parcheggi, costruiti tra gli anni Sessanta e Settanta, ha permesso di recuperare circa 10 ettari di spazi pubblici sistemati secondo soluzioni paesaggistiche diversificate e in grado di essere usate da persone di ogni età nel corso dell’intera giornata.
Percepite come aree insicure da gran parte della popolazione, le banchine sono state così restituite alla fruizione pedonale e messe in sicurezza idraulica.
Il successo dell’iniziativa ha fatto estendere gli interventi anche lungo la Saona, dove una sequenza di passeggiate si sviluppa per venticinque chilometri su entrambe le sponde, apre la profondità di viste trasversali, consente di indugiare lungo una narrazione che associa gli artisti ai progettisti e sviluppa relazioni discrete con i quartieri e i villaggi attraversati.
Il linguaggio cambia e cerca legami con la piccola scala, privilegia il dialogo con gli ecosistemi naturali già insediati, si avvicina ad un percorso naturalistico rispettoso della biodiversità attraverso dimensioni intime e tranquille, ben diverse dalle scenografie del Rodano.
La passeggiata assume ritmi meno metropolitani alla ricerca di una transizione dolce fra città e natura, ancora una volta agognata e ricreata per mezzo di una vegetazione acquatica che fa ampio ricorso alle tecniche dell’ingegneria naturalistica. Uno scambio continuo si attua tra natura e artefatto, dissolvendo confini e attenuando evidenze; sposta continuamente lo sguardo dalla città ai fiumi e da questi al paesaggio, ripensando le interazioni in maniera ecosostenibile; si riappropria della questione ambientale, facendo emergere categorie di nature urbane ibride e complesse.
Le inedite riconnessioni danno luogo a nuovi percorsi e forma a nuove ambizioni, è tempo di “riconquistare” un’altra porzione di territorio, quella degli 850 chilometri ciclabili lungo la Via Rhona, un itinerario verde che unisce la Svizzera al Mediterraneo.

(estratto da “Lione disegnata dall’acqua”, di Claudia Mattogno su  Ecowebtown21)

La Drava

Le ciclovie lungo i fiumi, in particolare, sono una realtà consolidata in diversi paesi, compresa l’Italia (almeno al nord). La presenza dello specchio d’acqua, il comodo dislivello, i servizi annessi attirano turisti, attenzioni e risorse.

In attesa che l’utopia della Regina Ciclovia Tiberina si concretizzi, ci avventuriamo con la Discesa Internazionale del Tevere e ci consoliamo (e sogniamo) con la sorella Ciclovia della Drava: 510 km tra Italia, Austria, Slovenia e Croazia, tra i paesaggi mozzafiato e la gentilezza del fiume.

Il fotoracconto della esplorazione della Drava nel luglio 2018, ad immaginare un futuro anche lungo il fiume Tevere.

Ringraziamenti

Un ringraziamento ad AgendaTevere, a Paola Cannavò e a tutti coloro impegnati a recuperare uno sguardo appassionato e competente sul fiume e i suoi territori.

PensoPositivo

> Un capitolo dedicato ai progetti di riqualificazione dei fiumi. Uno stimolo a rileggere i luoghi della quotidianita’ andando oltre le brutture che avvelenano, ad elaborare e condividere uno slancio positivo. Questo e’ il contagio che ci piace. segue...

Qua la zampa

>Le Terre della Regina invocano la partecipazione di tutti noi. Condividete le vostre visioni, seguiteci nelle giornate in calendario, aiutateci a portare avanti i progetti di recupero e diffusione della futura Regina Ciclovia Fluviale, il percorso verde lungo il Tevere.

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Rodano e Drava – PensoPositivo
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