All’interno delle visioni tiberine e dell’Operazione Patronus, una pagina dedicata ai notturni tiberini. Che sia al centro di Roma o nelle Terre Estreme, pedalando lungo l’argine o pagaiando nella corrente, la notte vi ipnotizzerà.

Pagaiate di luna piena

Non sapevo che il buio non è nero
Che il giorno non è bianco
Che la luce acceca
E il fermarsi è correre
Ancora di più
(Goliarda Sapienza)

Nel silenzio di uno specchio d’acqua immobile, la pagaia  affonda…. ed è pioggia di diamanti.

Discesa sotto le stelle

“La notte, a Roma, par di sentire ruggire leoni.
Un mormorio indistinto è il respiro della città, fra le sue cupole nere e i colli lontani, nell’ombra qua e là scintillante; e a tratti un rumore roco di sirene, come se il mare fosse vicino, e dal porto partissero navi per chissà quali orizzonti. E poi quel suono, insieme vago e selvatico, crudele ma non privo di una strana dolcezza, il ruggito dei leoni, nel deserto notturno delle case.”
(Carlo Levi – “L’orologio”)

(la discesa sotto le stelle)

 

Mareggiata Mannara

Le mareggiate mannare lungo la Via al Mare.

“Non era molto oscura quella notte che Sancio avrebbe desiderata oscurissima, per trovare fra le tenebre la discolpa delle sue stoltezze, e non altro udivasi per tutto il paese, che latrati di cani i quali intronavano gli orecchi di don Chisciotte e mettean turbamento nel cuor dello scudiere. Di tanto in tanto qua ragliava un asino, là disgrugnava un porco, qua miagolavano i gatti; e questi diversi susurri s’ingrandivano pel silenzio notturno, ciò che l’innamorato cavaliere considerava come funesto presagio.” Don Chisciotte della Mancia

“Me ne sto qui distesa, sola, in silenzio, avvolta in queste molteplici e nere lenzuola dell’oscurità, della noia, della prigione invernale – e intanto il mio cuore pulsa di una gioia interiore incomprensibile e sconosciuta, come se andassi camminando nel sole radioso su un prato fiorito. E nel buio sorrido alla vita, quasi fossi a conoscenza di un qualche segreto incanto in grado di sbugiardare ogni cosa triste e malvagia e volgerla in splendore e felicità. E cerco allora il motivo di tanta gioia, ma non ne trovo alcuno e non posso che sorridere di me. Credo che il segreto altro non sia che la vita stessa; la profonda oscurità della notte è bella e soffice come il velluto, a saperci guardare. E anche nello stridere della sabbia umida sotto i passi lenti e pesanti della guardia risuona un canto di vita piccolo e bello, se solo ci si presta orecchio.” Rosa Luxemburg

(la mannara di maggio 2020)

Qua la zampa

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“Siamo fatti della stessa sostanza dei sogni,
e nello spazio e nel tempo d’un sogno
è raccolta la nostra breve vita”
(W. Shakespeare, La tempesta, atto IV, scena I)
Notturno tiberino
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