All’interno della Operazione Strabone e delle Divagazioni Tiberine,  da una  idea di Emanuele Gallo prende forma il percorso dai Castelli Romani a Fiumicino: 85km per  1400 metri di dislivello.

Due laghi, un fiume, un mare… passando per l’Appia Antica e proseguendo lungo il Tevere: la Randonnee  delle Regine.

Partiti da Monte Cavo, nei pressi di Rocca di Papa, si attraversano i laghi di Nemi e Albano e si raggiunge Roma percorrendo l’Appia Antica, la Regina Viarum. All’altezza di Tor Carbone, per arrivare al Tevere, si può continuare dritti fino a Trastevere o  tagliare per  strade secondarie fino a Eur Decima (come proposto nella traccia). Da lì in poi si prosegue lungo la Regina Ciclarum fino al mare di Fiumicino. Il ritorno (come anche  l’esplorazione in piccoli tratti) può essere pianificato sfruttando i collegamenti pubblici (vedere più avanti il capitolo dedicato).

(scatti lungo l’Appia Antica, Regina di tutte le Vie)

Traccia Gps

Note:

  • per iniziare: A chi non ha dimestichezza con le uscite in bici fuori porta, si consiglia vivamente di limitare il percorso:
    • all’Appia Antica chiusa al traffico, escluso quello locale, molto sporadico e lento. Si può prendere il treno che da Roma Termini arriva a S.Maria delle Mole (foto360), e da lì, attraversando il sottopasso iniziatico della ferrovia (foto360) tornare a Roma pedalando lungo l’Appia Antica. Il fondo è misto: terra battuta e sterrato (foto360), basolato romano vintage (foto360), san pietrino (foto360), asfalto. I sentieri (foto360) al lato della strada vera e propria, sono preferibili al basolato (o al san pietrino). Essendo il frutto spontaneo del passaggio di bici, anno dopo anno, possono presentare interruzioni, contorsioni, saliscendi, etc etc.
    • al giro del Lago di Albano: il percorso costeggia lo specchio d’acqua per  40% sulla strada asfaltata, ed il restante su un sentiero con fondo prevalentemente buono segue…

Raccomandazioni

Leggere le note nel capitolo precedente, dedicato alla traccia GPS.

> Tutte le info su questo sito ed altrove non sono verità assolute. Non vi avventurate! Le Terre della Regina meritano attenzione, rispetto, consapevolezza. Consigli, note, raccomandazioni, scarico di responsabilità nella pagina dedicata. Leggetele attentamente. Impiegate cinque minuti ora, per risparmiare sventure e contrattempi dopo. segue...

(periplo del lago di Albano, dalla collezione fotosferica Mappatevere360 )

Le Regine

Viarum

312 avanti Cristo: il console Appio Claudio dà il suo nome al tracciato di una nuova strada che raggiunge la Campania e poi Brindisi.
La principale caratteristica di questa nuova strada è di essere percorribile con ogni tempo e con ogni mezzo, grazie alla pavimentazione realizzata con grandi pietre levigate e perfettamente combacianti, poggiate su uno strato di pietrisco che assicura tenuta e drenaggio.
Con questa tecnica rivoluzionaria la Repubblica e l’Impero potranno costruire la vastissima rete stradale del mondo romano.
Quasi sempre rettilinea, larga circa 4,10 metri, una misura che consente la circolazione nei due sensi, affiancata da un duplice percorso pedonale e servita da pietre miliari, l’Appia si merita ben presto l’appellativo di Regina viarum, la Regina delle strade.

(tratto dal sito del Parco dell’Appia Antica)

(l’Appia Antica nel 1965, da Romaierieoggi)

Ciclarum

La Regina Ciclarum,  nome proprio di utopia a pedali, il percorso verde lungo la futura Ciclovia del Tevere, dalle sorgenti romagnole al mar Tirreno, attraversando la Città Eterna, in 8 tappe e 444km.

> Per una visione di insieme delle 8 tappe della Futura Ciclovia Tiberina consultare la pagina dedicata all'orientamento segue...

 

Fotoracconto dicembre 2019

Le foto scattate da Emanuele in occasione della prima Randonnee, a dicembre 2019.

“la Via Appia, la più insigne delle strade pubbliche romane, costruita nel 312 a.C. e destinata nel tempo a collegare Roma con il sud della penisola, è stata consacrata a monumento nella metà dell’800 da Luigi Canina.
Gradualmente l’integrità di questo monumento è stata guastata e tra gli anni 1950 e 60 l’Appia è divenuta alla stregua di una qualsiasi arteria stradale: la invade il traffico automobilistico, nuove costruzioni ne interrompono la continuità, le visuali si modificano e le ville e la vegetazione “di arredo” sono la nuova cornice della strada.
Antonio Cederna documenta e denuncia tutto questo a partire dal 1953.Alla fine degli anni 90 del secolo scorso è stato eseguito un restauro che ha restituito dignità all’Appia; il lavoro, in cui è rientrato anche l’interramento del Grande Raccordo Anulare che prima spezzava la continuità dell’asse stradale, si sta gradualmente completando fino al confine del Comune di Roma.” Segue su ArchivioCederna

Bici, treno… e aereo

E’ possibile esplorare il percorso frammentandolo in più tratti, come anche facilitare il rientro, grazie alle linee di trasporto pubblico che corrono lungo il tracciato:
  • FS Fiumicino-Orte (tra le stazioni intermedie ricordiamo  Trastevere, San Pietro, Piramide, Tuscolana, Nomentana)
  • ATAC Ostia-Piramide (tra le stazioni intermedie ricordiamo  Lido Nord, TorDiValle, Magliana e San Paolo)
  • FS Termini-Albano (tra le stazioni intermedie ricordiamo  Ciampino e Castel Gandolfo)
  • Metro B (tra le stazioni intermedie ricordiamo  Termini, Circo Massimo, Piramide, San Paolo, Magliana)
  • Metro A (tra le stazioni intermedie ricordiamo  Colli Albani e Termini)
Riferirsi ai gestori per orari e condizioni di viaggio.
(la Via al Mare altezza Belvedere Galeria)
Il percorso può essere fatto tutto in bici: divertente e quasi totalmente lontano dal traffico e dai pericoli. Regala anche una bella soddisfazione a livello di prestazione fisica. Grazie alle stazioni che sono presenti sul percorso mappato, è possibile percorrerne solo un tratto oppure spostarsi lungo il tracciato utiizzando le linee ferroviarie regionali (formula bici e treno). Le stazioni sul percorso più importanti sono:
  • Torricola ( Roma Termini – Napoli , via Formia ) che dista 500 metri dall’Appia Antic
  • Castel Gandolfo ( linea Roma Termini – Albano ) proprio sul percorso mappato
  • Albano Laziale ( Capolinea Roma Termini – Albano Laziale) permette di evitare molta salita, e riprendere la traccia gpx da Albano Laziale
  • Santa Maria delle Mole ( Roma Termini – Velletri) che si trova praticamente sull’Appia Antica
Nella pagina dedicata alla Via al Mare le informazioni logistiche legate al percorso lungo il Tevere.
Ai trasporti su ferro si aggiunge l’opportunità fornita dai due aereoporti : Ciampino e Fiumicino (all’inizio e alla fine del percorso).

(Beata Solitudo, dalla collezione fotosferica Mappatevere360 )

Muscolare + Ebike

In prossimità della stazione FS di S.M. delle Mole si sta portando avanti un progetto di noleggio ebike che darà modo a chi vuole andare ai Castelli Romani in bicicletta , di poterlo fare anche senza un grande allenamento. Proprio da questa stazione si lascia la pianura per arrampicarsi ai Castelli. Un tempo in questo contesto gli antichi Romani qui, cambiavano i loro cavalli…  Un giorno si potrebbe pensare di arrivare fin qui da Roma pedalando con una muscolare, poi noleggiare una ebike per proseguire ai Castelli … tutto senza fatica.

Riferimenti

Il mio nome è Emanuele Gallo , nato ad Albano Laziale ( Castelli Romani ) il 20 Maggio 1981. La passione della bici la ho da quando ero piccolo, sempre vista come un mezzo perfetto per esplorare e scoprire il territorio. Da circa 2 anni sono accompagnatore MTB, con il pallino di promuovere la zona nella quale vivo ma anche tutto ciò di bello dove mi capita pedalare. Sono iscritto ad un gruppo sportivo di nome Ciampino Bike, che ha sede appunto in Ciampino , il quale organizza eventi sia sportivi che cicloturistici cercando di coinvolgere il più spesso possibile le famiglie. Ho poi un gruppo di amici bikers con il quale ci dilettiamo in viaggi in bici ed avventure: ” I Guerrieri della Notte”. Con loro a Dicembre ho avuto il piacere di scendere al mare partendo dai Castelli.

Extra

Antonio Cederna e la battaglia per la Via Appia

LA LUNGA BATTAGLIA PER L’APPIA ANTICA

“Successe poi che mentre mi occupavo ancora di archeologia, un amico del Ministero dei Lavori Pubblici mi telefonò per avvisarmi che stavano lottizzando l’Appia Antica. Allora andammo con l’autobus fino a Cecilia Metella e poi facemmo alcuni chilometri a piedi: cominciavano a sorgere le prime ville degli attori, dei diplomatici, e le curie generalizie. Mi venne subito l’ovvia reazione: questa spettacolosa campagna romana, irta di monumenti imponenti, di catacombe, eccetera, non poteva essere privatizzata per diventare un sobborgo edificato. Era minacciato il rispetto elementare per l’antico, la storia, il paesaggio, il verde pubblico”.

Contrariamente alle previsioni di un funzionario compiacente della Pubblica Istruzione (“conosciamo i giornalisti: si stancano presto”), dalla pubblicazione del primo articolo nel settembre del 1953 (“I Gangster dell’Appia”) alla stesura dell’ultimo nel maggio del 1996, (“Salviamo Tormarancia”, tre mesi prima di morire), Cederna ha dedicato oltre cento interventi alla tutela del tratto urbano della via consolare (l’Archivio ne conserva 124 articoli, Italo Insolera ne aveva censiti 142).
Nei vent’anni che ci separano dalla scomparsa, proprio sull’Appia si è compiuta una significativa inversione di tendenza, soprattutto grazie alla Soprintendenza Archeologica di Roma che, oltre all’opera di vigilanza e di tutela, ha assicurato la restituzione al pubblico di una parte del patrimonio monumentale. Lo stesso Archivio Cederna è conservato oggi presso un’antica “casa di vigne”, costruita su una cisterna romana, trasformata in residenza di lusso nel dopoguerra e acquisita con diritto di prelazione dal Ministero per i Beni e le Attività culturali nel gennaio 2002, su proposta della Soprintendenza. Le campagne di scavo nell’area antistante hanno portato alla luce un complesso termale del II secolo dopo Cristo. (da archiviocederna)

Cederna si spegne nella sua casa di Ponte in Valtellina il 27 agosto del 1996. Il suo primo articolo lo scrive sul Mondo di Mario Pannunzio nel luglio del 1949 (il settimanale era al quinto numero) e da allora, per quasi cinquant’anni, sul Corriere della sera poi su Repubblica e sull’Espresso, racconta che cosa accade nell’Italia alle prese con la più tumultuosa trasformazione mai avvenuta prima sul suo territorio: stando a una stima assai attendibile, i nove decimi di quel che vediamo costruito risalgono a questi cinquant’anni. Nel 1956 raccoglie nel libro I vandali in casa gran parte degli articoli del Mondo. E nell’introduzione compare un’esauriente radiografia di come l’Italia vada smarrendo secoli di buona urbanistica, proseguendo a demolire pezzi pregiati nei centri storici e allestendo alcune fra le più disumane periferie del mondo occidentale. (da La Repubblica)

Giro del Lago Albano

Viaggio nella terra dei popoli Latini, tra vulcani addormentati e antiche leggende sull’origine di Roma. segue…

Da Roma a Brindisi lungo l’Appia

“L’idea di fare un viaggio lungo tutta l’Appia Antica ha cominciato a prendere forma nel 2017, quando abbiamo scoperto che il Ministero della Cultura, ha deciso di predisporre un Cammino che seguisse il percorso dell’antica strada consolare. Ci è sembrato bellissimo poter immaginare un tracciato a percorribilità lenta, che fosse un viaggio nella natura, nella storia e nella cultura delle popolazioni locali. Dopo aver letto il libro di Paolo Rumiz, l’idea è diventata sostanza e si è arricchita dell’intenzione di dare un contributo nuovo, costruttivo e diverso, rispetto al gran lavoro che già era stato fatto e di cui abbiamo potuto usufruire. Ne è venuto fuori un viaggio in bicicletta, di 13 tappe di circa 50 km in media al giorno che, a conti fatti, è stato veramente memorabile.” (Marta Carusi e Raffaele Ranucci , segue… )

Via romana e fast food

“Nel febbraio del 2017 venne inaugurato il Mc Donald’s di Frattocchie, situato nel punto in cui Appia Nuova ed Appia Antica si uniscono. Durante gli scavi, circa tre anni prima, era stato scoperto un tratto di strada romana, perfettamente conservato. E’ un tratto di una traversa dell’Appia, del II sec aC, con tre sepolcri. I lavori furono interrotti per un anno finchè la società americana non si impegnò a finanziare il restauro, la conservazione e la libera fruibilità dell’opera. Il pavimento della struttura è trasparente e da una scala posta nel parcheggio è possibile scendere e camminare sull’antica via.” (Filippo Neri dal post su Facebook e su Artemagazine)

 

Cos’è una Randonnèe

(tratto da Dolomitics)

Il cicloturismo nasce in Italia alla fine del XIX secolo. Nel 1897 un gruppo di ciclisti partì da Roma per tentare di percorrere in giornata i 230 km che li separavano da Napoli, compiendo quella che storicamente viene considerata la prima escursione ciclistica a lungo raggio di un gruppo di persone: l’impresa, ritenuta davvero audace, dette origine all’uso di battezzare con il termine latino “AUDAX” la formula delle escursioni ciclistiche di gruppi capaci di percorrere 200 km tra l’alba e il tramonto.

La disciplina del randonneurs è nata in Francia nel 1904, nell’ambiente delle Gran Fondo. Da allora, questa disciplina ha saputo coinvolgere migliaia di appassionati su tutto il territorio nazionale, grazie ad uno spirito sportivo genuino che favorisce l’aggregazione spontanea fra i ciclisti senza l’assillo del cronometro. Essa si pone in alternativa al dilagante agonismo che sempre più caratterizza tutte le discipline sportive, proponendo un modo più tranquillo di fare comunque del ciclismo sportivo, apprezzando la compagnia ed il paesaggio.

Randonnée, divertirsi in bici con una diversa filosofia. In francese, randonnée significa passeggiata/escursione: si tratta quindi di prove senza classifica su distanze lunghissime, ma alla portata di tutti o “quasi”. La bicicletta può essere di qualsiasi tipo. La filosofia delle randonnée vede prevalere la componente turistica.

(Appia Antica nel 1860, da Romaierieoggi)

 

Divagazioni Tiberine

> Dal giro del Trasimeno alla Randonnee delle Regine, dalla DolceSpiaggia all'Anello Fumaiolo, tutte le Divagazioni Tiberine per avvicinarsi al Tevere o, al contrario, sconfinare nei territori circostanti. segue...

Qua la zampa

>Le Terre della Regina invocano la partecipazione di tutti noi. Condividete le vostre visioni, seguiteci nelle giornate in calendario, aiutateci a portare avanti i progetti di recupero e diffusione della futura Regina Ciclovia Fluviale, il percorso verde lungo il Tevere.

Per rimanere aggiornati, partecipare, proporre….. iscrivetevi ai social o date una occhiata alle ReginaNews con tutte le imprese feline. Non lasciateci soli! !

(Sepolcro del Frontespizio, dalla collezione fotosferica Mappatevere360 )

“Per tutta la sua lunghezza, per un chilometro e più da una parte e dall’altra la via Appia era un monumento unico da salvare religiosamente intatto, per la sua storia e per le sue leggende, per le sue rovine e per i suoi alberi, per la campagna e per il paesaggio, per la vista, la solitudine, il silenzio, per la sua luce, le sue albe e i suoi tramonti…Andava salvata religiosamente perché da secoli gli uomini di talento di tutto il mondo l’avevano amata, descritta, dipinta, cantata, trasformandola in realtà fantastica, in momento dello spirito, creando un’opera d’arte di un’opera d’arte: la Via Appia era intoccabile, come l’Acropoli di Atene”. (A. Cederna, da I Gangsters dell’Appia, Il Mondo, 8 Settembre 1953)

Randonnee delle Regine
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