La leggendaria Scafa della riserva di Nazzano: realizzata per traghettare i visitatori da una sponda all’altra, sembra abbia funzionato poco o niente. Nel frattempo che il problema venga risolto, andiamo alla ricerca di alternative.

All’interno dell’Operazione Patronus – racconti dal basso e  dopo l’approfondimento dedicato alla Scafa Tiberina, apriamo una pagina sulla leggendaria Scafa della riserva di Nazzano Tevere Farfa: realizzata per traghettare i visitatori da una sponda all’altra, sembra abbia funzionato poco o niente. Come connettere le sponde? Nel frattempo che il problema venga risolto, andiamo alla ricerca di alternative.

La leggenda

Le prime tracce trovate in rete portano ad una pagina di Igino Stefani, che nel 2014  scattò alcune foto relative al collaudo.

(alcuni scatti di Igino, del 2014)

Già allora venivano sollevate perplessità sulla reale fruibilità del natante “I primi dubbi: come faranno a salire i mezzi? Visto che il traghetto non può più accostarsi al molo di fianco? Quando entrerà in servizio? E la gestione sarà quella degli anni precedenti?“. Igino fa riferimento ad una situazione pregressa, lasciando ipotizzare che la vicenda sia ancora più antica.

 

(i cavi tirati tra le sponde, dalla collezione fotosferica Mappatevere360 )

La prima versione della Scafa di Nazzano si ispirava al progetto leonardesco: sfruttare la corrente del fiume come spinta propulsiva ecologica per muovere l’imbarcazione da una sponda all’altra. In giro per il mondo ci sono diversi esempi in funzione,   tra cui quello sulla Drava: le due campanelle poste sulle sponde richiamano l’attenzione del barcaiolo. In pochi minuti è quindi possibile traghettare con le proprie bici al seguito, facendo di questo punto una attrazione per le migliaia di cicloturisti che ogni anno transitano di là.

(la Scafa sulla Drava)

Problemi insormontabili

La leggenda narra che la Scafa di Nazzano non abbia funzionato perchè in prossimità delle sponde il fondale è troppo basso, il traghetto si arena. Ma anche se il fiume venisse dragato periodicamente, la corrente fluviale è insufficiente: in prossimità della diga il Tevere  rallenta quasi a fermarsi. Senza corrente fluviale, la Scafa Leonardesca  non si muove.

Per risolvere il  problema della propulsione, nel 2014 è stato installato un cavo metallico collegato ad un motore elettrico (meno inquinante di un classico motore a combustione), replicando il principio di una teleferica. Fonti orali vagabonde narrano che per questa trasformazione furono investiti 80mila euro, ma a quanto pare senza grande successo, se è vero che da allora, è stata tirata in secco. Parcheggiata dietro gli uffici della Riserva, è visibile anche dal satellite, come la muraglia cinese.

Seggiovia e strani animaletti

In attesa che questa vicenda veda finalmente la luce (un team della facoltà di Ingegneria de La Sapienza sembra stia lavorando ad una nuova soluzione)…. non potremmo sfruttare i cavi  (fermi lì da anni) per mettere in piedi una seggiovia a pedali?

Una attrazione in grado di richiamare gente da tutta Italia.

Ma se una seggiovia a pedali vi sembra troppo futuristica per l’italico medioevo, potremmo chiedere qualche triciclo  in prestito alla Terna?

Vabbeh… altri soldi spesi… l’ennesima incognita di un collaudo…. tutto questo in Italia?….. Seeeeee 😀

Non ci resta che sognare con il Geco Tiberis…. un misterioso animaletto autoctono che tutti i giorni attraversa le sponde arrampicato sul cavo.

Extra

Scafa Tiberina

> I fiumi rappresentano da sempre una risorsa fondamentale per le popolazioni. Vie di comunicazione, fonte di acqua potabile e di energia… ma anche confini da superare. La Citta’ Eterna si e’ sviluppata proprio intorno all’Isola Tiberina, il punto dove era piu’ facile attraversare il corso d’acqua. Prima che l’uomo costruisse ponti, l’alternativa al guado era una imbarcazione, eventualmente assicurata ad una fune tesa tra le sponde per affrontare la corrente e agevolare l’avanzamento. segue...

Riserva di Nazzano Tevere Farfa

> una giornata in compagnia del fiume, immersi nella riserva di Nazzano, comodamente raggiungibile in treno + bici da Roma. Aree attrezzate, percorsi a piedi, in bici, in acqua..... segue...

Qua la zampa

>Le Terre della Regina invocano la partecipazione di tutti noi. Condividete le vostre visioni, seguiteci nelle giornate in calendario, aiutateci a portare avanti i progetti di recupero e diffusione della futura Regina Ciclovia Fluviale, il percorso verde lungo il Tevere.

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(i cavi al centro del fiume, dalla collezione fotosferica Mappatevere360 )

Geco Tiberis – scafa, seggiovia e animaletti a Nazzano
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