Discese del Tevere in bici d’acqua. Una nuova stagione di avvicinamenti al fiume… con tutta la bici! 🙂

Tappe e sviluppi

All'interno delle discese del Tevere, per ampliare le prospettive, a giugno 2018 parte la sperimentazione della Shuttlebike. La sede scelta è il lago di Albano.

Consolidati i primi rudimenti, si è deciso di allargare il raggio di azione, spostando le esplorazioni sul fiume Tevere. Dal ponte della Scafa a  Ostia, alla riserva Tevere Farfa, per tornare nel cuore della riserva del Litorale, con le varie edizioni di Cuore di Tevere.

Videoracconti

Le esplorazioni con Teverina, al cospetto di sua Maesta' il Tevere.

Ringraziamenti

Un ringraziamento speciale a Roberto, Andrea e Gianni dei Volontari DIT; Stefano e Simona per le prove tecniche nel Lago di Albano; Giuseppe Spinelli (Gruppo Canoe Roma) e Giulio Tecnomar per l'esplorazione della foce; Alessandro Marrone (la Via dell'Acqua), Pierluigi Capone (Riserva Tevere Farfa), Massimiliano Filabozzi e Andrea Giulivi (media valle del Tevere) per la consulenza nelle Terre Estreme.

Un ringraziamento speciale a Gabriele e al team di ShuttleBike, che mi e' stato appresso nella personalizzazione del l kit per Teverina Dahon Dash.

Raccomandazioni

Le esplorazioni raccontate in questa pagina presuppongono la padronanza del mezzo e la consapevolezza dei propri limiti. Si raccomanda vivamente di avvicinarsi a queste pratiche per passi successivi, in modo da accumulare la necessaria esperienza.

Raccomandazioni

La discesa di un fiume non puo' essere improvvisata. Una volta lasciato il punto di approdo, per lunghi tratti risulta impossibile recuperare la terra ferma. Rapide e tronchi affioranti possono rappresentare un pericolo. Come anche un meteo avverso (comprese le alte temperature, con rischio di colpi di calore e disidratazione). Seguono alcune raccomandazioni:

  • verificare il buono stato del natante (riferirsi alla casa madre per il corretto montaggio ed utilizzo del mezzo; es: video)
  • verificare eventuali restrizioni alla fruizione dei luoghi coinvolti nelle esplorazioni
  • avvicinarsi gradualmente alla pratica del ciclo turismo fluviale itinerante. Cominciare con tratti brevi, scortati da altre persone (a terra ed in acqua)
  • non avventurarsi in luoghi sconosciuti senza aver maturato la necessaria esperienza e preparazione (psicologica ed atletica)

La lunga permanenza su una bici d'acqua (condizione frequente nel turismo fluviale, dove si raggiungono anche intervalli di ore) impone una attenta analisi della postura, per garantire il necessario confort.
E’ infatti da tener presente la necessità di intervallare la navigazione attiva (azionando l’elica) a pause durante le quali recuperare le energie e/o  godersi il panorama (anche sfruttando la corrente naturale, se presente).
L’attuale postura (su bici standard) rende impossibile questa possibilità.   Si aggiunga inoltre l’eventuale disagio generato dal moto ondoso traverso (specie nei laghi) amplificato dal baricentro alto della Shuttlebike.
Per questi motivi sono state immaginate delle varianti alla attuale soluzione, e siamo in cerca di collaborazioni per implementarle.

Discese del Tevere

> Scendete in acqua insieme a noi, seguendo i volontari della Discesa Internazionale del Tevere. Discese del fiume in canoa, sup, gommone, kayak, packraft, dragonboat, waterbike, ….. segue ...

Qua la zampa

>Le Terre della Regina invocano la partecipazione di tutti noi. Condividete le vostre visioni, seguiteci nelle giornate in calendario, aiutateci a portare avanti i progetti di recupero e diffusione della futura Regina Ciclovia Fluviale, il percorso verde lungo il Tevere.

Per rimanere aggiornati, partecipare, proporre….. iscrivetevi ai social o date una occhiata alle ReginaNews con tutte le imprese feline. Collaboriamo!

 

Lo scatto sferico durante un Cuore di Tevere

> I contenuti a tutto tondo dalla collezione fotografica MappaTevere360. Muovere mouse/cell per cambiare direzione di visuale.

 

“La sete di sapere dello scienziato moderno non è un mortifero sempre desiderare, una coazione a ripetere, una folla corsa irrefrenabile.
Il cammino della conoscenza è piuttosto un susseguirsi di approdi temporanei; giusto un attimo per inorgoglirsi del risultato conseguito, per poi precipitare subito nel nuovo abisso di ignoranza che ti si spalanca sotto i piedi.
È un navigare di porto in porto, simile a quello che praticavano i primi marinai del Mediterraneo. Un muoversi prudente, che assomiglia a quello incerto dei primi ominidi sulla terraferma, una umanità primordiale e già così curiosa che seguiva l’istinto prepotente che condividiamo con altri primati. Un incedere cauto e diffidente; un annusare e tastare, palmo a palmo, ogni nuovo territorio attraversato.
Eccoci qua, mossi dalla stessa curiosità che ha spinto l’umanità bambina oltre le prime colline che chiudevano la savana; quell’istinto che si annida dentro tutti noi quando continuiamo a chiederci da dove viene la meraviglia che ci circonda.”
(Guido Tonelli, “Cercare Mondi”)

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