Una pagina dedicata ai fari di tutto il mondo, alla ricerca di spunti per rigenerare il nostro, addormentato alle Finisterre Tiberine.

(cambio di turno a Wolf Rock, Cornovaglia)

Internazionale dei fari

All’interno dell’Operazione Patronus – racconti dal basso e dopo il Tour Virtuale al VecchioFaro di Fiumicino,   una pagina dedicata ai fari di tutto il mondo, alla ricerca di spunti per rigenerare quello addormentato alle Finisterre Tiberine.

Erosione della costa, taglio dei finanziamenti, nuove tecnologie, aggiornamento delle rotte di navigazione…. tutte le nazioni si interrogano su come tenere vivo il patrimonio di storie e mattoni disseminato lungo le coste del pianeta. Fari di tutto il mondo… Unitevi!

Tillamook Rock, Oregon

“Il primo gruppo di operai fu bloccato da una violenta tempesta che spazzò via l’attrezzatura e rese il mare troppo pericoloso per un tentativo di recupero. Gli uomini rimasero intrappolati senza cibo nè provviste per quasi due settimane e per poco non morirono di stenti, congelati e affamati. Ci vollero 575 giorni per completare il modesto faro.” segue…

Rimini, Italia

Il Faro di Rimini, come quello di Fiumicino, è stato bombardato dai tedeschi. Ora connessi attraverso la Perduta Via dei Due Mondi. Il primo è tornato a splendere… il secondo rimane perso nell’oscurità. I loro destini potranno un giorno ricongiungersi?

“… notiamo solo allora che gli ultimi gradini, quelli risparmiati dalla guerra, risultano consumati e butterati dal tempo, ma sopravvissuti alla furia degli uomini.” segue…

Dungeness, Inghilterra

A Dungeness, nel Kent, affacciato sul canale della Manica, nel corso del tempo sono stati costruiti 4 fari. Il penultimo, cessata la sua funzione di navigazione, è stato trasformato in un museo ed è diventato meta di turisti e location per matrimoni.

Ar-Men, Francia

“Il faro d’Ar-Men è uno dei fari più famosi, a causa del suo carattere isolato, delle considerevoli difficoltà che ha presentato la sua costruzione e del pericolo che doveva affrontare il suo personale. Considerato luogo di lavoro estremamente logorante per la comunità dei guardiani di faro, è stato soprannominato da questi ultimi “L’Inferno degli Inferni”. Non era raro che in condizioni difficili di mare e di vento non si potessero rilevare gli operatori ogni 15 giorni, come da regola. I colpi delle grandi ondate durante le tempeste fanno tremare tutto l’edificio e possono far cadere tutto ciò che è appeso ai muri” segue…

Gaeta, Italia

Il faro di Gaeta è tutt’ora operativo. Situato sulla sommità del promontorio di Monte Orlando, il parco regionale che sovrasta il centro storico di Gaeta, è un concentrato di storia e natura. Condivide la scena con il monolitico mausoleo romano di Munazio Planco, le scogliere a picco su mare, le fitte leccete  e le memorie di antiche fortezze abbandonate. Può essere raggiunto in bici dalla stazione FS di Formia seguendo questo percorso (NB: il tratto fino a Gaeta è su strade trafficate).

Cape Race, Canada

Cape Race, nell’isola di Terranova, è stato un punto di riferimento famoso in tutto il mondo per cinque secoli, comparendo sulle mappe realizzate dagli esploratori europei già nel 1502. Prima dei tempi del GPS, quando i marinai provenienti dall’Europa avvistavano Cape Race, sapevano di aver attraversato l’Atlantico,  finalmente in grado di verificare la loro posizione per la prima volta dopo settimane di navigazione oceanica. segue…

In una fatidica notte dell’aprile del 1912, il Titanic, durante il suo viaggio inaugurale, colpì un iceberg nel Nord Atlantico, a sole 400 miglia dalla costa di Terranova. Nel 1912, la Marconi Company aveva una stazione radio wireless, all’epoca ancora agli inizi, situata a Cape Race. Fu lì che fu ricevuto il primo segnale di SOS e divenne l’epicentro della missione di soccorso durante uno dei peggiori disastri nautici di tutti i tempi.” segue…

Punta Palascia, Italia

Il Faro di Punta Palascìa  sul Capo d’Otranto, a picco sul mare nel punto più a est dell’Italia, restaurato recentemente, insieme a quello di Genova è uno dei cinque fari del Mediterraneo tutelati dalla Commissione Europea. E’ sede di un museo sull’ecologia degli ecosistemi mediterranei.

Big Brother, Egitto

Il faro di Big Brother  venne eretto nel 1882 dagli inglesi allora colonizzatori di gran parte della costa occidentale del Mar Rosso, poiché queste acque stavano diventando le più navigate del mondo. Il fascio luminoso del faro veniva emesso attraverso la fiamma di una lampada a kerosene accesa grazie a una pompa a mano. Ogni 4 ore bisognava alimentare di kerosene il serbatoio. […] La rotazione del complesso sistema ottico, dal peso superiore a una tonnellata, dipendeva da un perfetto meccanismo costituito da funi e contrappesi che salivano e scendevano all’interno del faro per tutta la sua lunghezza […] Cinque persone vivevano costantemente sull’isola: il responsabile del faro e i suoi quattro assistenti. Il loro compito era quello di attivare il faro al tramonto, alimentarlo ogni 4 ore e spegnerlo all’alba. Gli approvvigionamenti erano rari e molto poveri: pane e poco più, mentre l’unica risorsa certa veniva dal mare. Grazie al molto tempo a disposizione, l’unico passatempo era quello della pesca. segue…

Torre di Ercole, Spagna

Si ritiene che il faro di Torre Ercole a la Coruna, sia stato costruito intorno al I secolo d.C.  durante la dominazione romana della Callecia (Galizia). Viene presentato come l’unico faro costruito in età romana, che ancora svolge ininterrottamente la sua funzione originaria di segnalazione marittima, consentendogli di ottenere il titolo di “faro attivo più antico del mondo”. Una stele rinvenuta alla base della Torre recita: “Consacrato a Marte Augusto. Gaio Sevio Lupo, architetto di Aemium (Coimbra), in Lusitania, a compimento di un voto alla divinità”.   segue…

Punta Sabbioni, Italia

Soprannominato “Pagoda” per la forma, si trova al limite ovest del litorale di Cavallino, al termine della diga che delimita la bocca di porto di Punta Sabbioni/Lido. Verrà presto raggiunto dalla pista ciclabile di Via Pordelio (al termine della Monaco-Venezia). Il nuovo tratto, appena inaugurato, di 7 km, di cui 5 sospesi a sbalzo sulla laguna, è una nuova infrastruttura studiata per integrarsi con l’ambiente, tra i moli e le barene (terreni di forma tabulare tipici delle lagune periodicamente sommersi dalle maree). segue…

Rubjerg Knude, Danimarca

Originariamente collocato a 200 metri dalla scogliera, e a 60 metri sul livello del mare, dopo decenni di erosione costiera stava ora rischiando di cadere in acqua. Per questo motivo l’amministrazione ha finanziato un’importante operazione per spostare la struttura e allontanarla dal precipizio. segue…

Capel Rosso, Italia

Il regista Paolo Sorrentino, nel 2012, ha scelto il Faro di Capel Rosso all’Isola del Giglio per girare alcune scene del film Premio Oscar “La Grande Bellezza”. Da allora è diventato meta di “pellegrinaggio”. Tanto da indurre un gruppo di imprenditori a trasformarlo in un centro polifunzionale per visite, per studi sul mare ma anche per dormire a contatto con l’acqua.”  segue…

Bell Rock, Scozia

Dalle livide acque del Mare del Nord, al largo delle coste di Abroath, nella contea scozzese di Angus, si erge una delle cosiddette Sette Meraviglie del mondo industriale: il faro di Bell Rock. Costruito tra il 1807 e il 1810, la sua storia ha i toni dell’epopea. Si era calcolato che lo scoglio di Bell Rock fosse responsabile del naufragio di almeno sei navi ogni inverno. Quelli erano tempi in cui la navigazione in certe acque richiedeva forse più fede che abilità.

Il faro sorge su uno scoglio a 18km dalla costa, periodicamente  sommerso dalla marea. Per essere edificato vennero adottate autentiche innovazioni tecnologiche come l’impiego, allora pionieristico, del cemento idraulico e di un sistema di mortase e tenoni a coda di rondine per collegare i blocchi di granito della torre. Era un capolavoro dell’ingegneria civile: composto da 2835 blocchi di pietra, alto 35 metri, la sua luce era visibile da ben 50 chilometri di distanza. Si dimostrò tanto efficace che soltanto due navi, fino a oggi, hanno avuto la sfortuna di naufragare ancora a Bell Rock. segue…

Capo Spartivento, Italia

Costruito nel 1856 dalla marina militare italiana,  il Faro Capo Spartivento ospitò fino agli anni 80 la famiglia dei faristi. Oggi il Faro e la Residenza Semaforisti è stato trasformato in resort di lusso.

Roter Sand, Germania

Costruito tra il 1880 e il 1885, è stata la prima costruzione le cui fondamenta posano direttamente sul fondale marino. Attivo per 101 anni, dal il 1885 al 1986, il faro attualmente serve da segnalamento diurno ed è visitabile. Dal 1º ottobre 2010 è inoltre tutelato come “Monumento storico dell’ingegneria tedesca” per le difficoltà ingegneristiche dietro alla sua realizzazione: alla sua inaugurazione, infatti, il faro rappresentava la punta di diamante della tecnologia tedesco-prussiana e motivo di orgoglio nazionale. Per questi motivi resta ancora oggi il faro più famoso della Germania. Il faro è stato riconvertito ad albergo… per dormire sospesi sul mare.

Extra

VecchioFaro di Fiumicino

> Il VecchioFaro di Fiumicino, intrappolato nella maledizione della LunaNera. Aiutateci a recuperare la memoria perduta perchè il guardiano del mare torni a vivere! segue...

Finisterre Tiberine

> la trilogia Gattesca dedicata alle Finisterre Tiberine, termine della futura Regina Ciclovia Tiberina. La Foce, Il VecchioFaro e i Bilancioni  intrappolati nella maledizione della LunaNera. Aiutateci a recuperare la memoria perduta perché questi luoghi tornino a vivere! segue...

Hopper e i fari

Hopper ritrae i fari stagliati nella fotografica desolazione di paesaggi disadorni, vuoti e immobili, come sospesi nel tempo.
Qual è, la risultanza pittorica? La smaterializzazione del tempo e dei sentimenti. Il pennello dell’artista americano mena fendenti che vengono inferti all’anima dello spettatore attraverso la tela. Pochi, come Hopper, riescono a conferire ai dipinti la percezione del silenzio assoluto. Del guardiano del faro non vi è traccia, ma se ci fosse, lo pensiamo da solo, in muta staticità. Nell’immaginario di molti, sia il faro che il guardiano rappresentano un concentrato di solitudine dovuto anche all’ubicazione delle “torri luminose”, spesso lontane da insediamenti urbani, sperdute su inaccessibili speroni di roccia schiaffeggiati da onde ostinate o su aridi promontori privi di vitalità, allungati sul mare.” segue…

Qua la zampa

>Le Terre della Regina invocano la partecipazione di tutti noi. Condividete le vostre visioni, seguiteci nelle giornate in calendario, aiutateci a portare avanti i progetti di recupero e diffusione della futura Regina Ciclovia Fluviale, il percorso verde lungo il Tevere.

Per rimanere aggiornati, partecipare, proporre….. iscrivetevi ai social o date una occhiata alle ReginaNews con tutte le imprese feline. Non lasciateci soli! !

 

(cambio di turno al Wolf Rock, raccontato anche dall’Istituto Luce)

 

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