La Via al Mare è un percorso costantemente minacciato da vegetazione e sbarramenti. Progetto esecutivo e finanziamenti sembrerebbero però pronti. Cosa frena le istituzioni?
sommario
Salviamo la Regina
La Regina Ciclarum è il percorso verde di 8 tappe e 444km che segue il Tevere dalle sorgenti al mare. Dai richiami silvestri alla vastità del mare, è al tempo stesso uno spazio di mobilità, storia, relazione, svago, nel cuore della capitale come nelle Terre Estreme, lontani dal traffico e dalla frenesia.
(l’ottava tappa della Regina Ciclarum, da Roma al mare di Fiumicino)
L’ultima tappa attraversa Roma e raggiunge il mare di Fiumicino. I primi 33km seguono il fiume nel tratto urbanizzato, dal GRA di Castel Giubileo al GRA di Mezzocammino passando per Ponte Milvio, Castel Sant’angelo, Porta Portese, Marconi, Tordivalle. I restanti 22km, dal GRA di Mezzocammino a Fiumicino, sono immersi nella splendida cornice della Riserva Naturale del Litorale Romano, un territorio naturalistico d’eccezione dentro il comune romano, pressocchè sconosciuto ai più fino all’apertura del percorso verde.
La connessione verde tra Roma e il mare è stata ipotizzata già nel lontano 2005. Nel frattempo si sono succeduti amministrazioni e proclami, ma dei 22 km che separano il GRA di Mezzocammino con il mare, solo metà sono stati pavimentati: il tratto di competenza del Comune di Fiumicino. Il resto rimane sterrato, con il rischio che la vegetazione riprenda il sopravvento.
(tratto pavimentato avvicinandosi a Fiumicino)
Il piano di bacino prevede già dal 2009 ciclabili su ambo le sponde, punti di accesso, ponti di attraversamento, pontili galleggianti e parchi di affaccio.
Il Piano di Gestione della Riserva del Litorale, per incentivare la fruizione dei luoghi, già dal 2014 prevede la promozione della rete ciclo-pedonale recuperando tracciati esistenti.
La connessione tra Roma e il mare guarda anche alla futura Ciclovia Tirrenica, con l’individuazione nel 2016 delle ciclovie turistiche nella Legge di Bilancio. Il percorso connetterà Ventimiglia con Roma, lasciando il mare proprio alla foce del Tevere. In attesa che diventi realtà, già oggi il Tirreno è coinvolto 1+12 tappe confezionate dal basso, per un totale di oltre 600km pedalabili e un sito internet che in tre anni ha superato 30.000 visite.
(traffico di ciclisti lungo la Via al Mare)
Nel 2017, grazie al volontariato, l’osmosi Roma-Mare evocata da anni sembra finalmente trovare un passaggio grezzo ma sorprendentemente concreto: la Via al Mare. In attesa di interventi ufficiali è infatti già possibile pedalare fino al mare di Fiumicino seguendo la sponda destra del fiume. Altre iniziative riguardano il Sentiero Pasolini che, in riva opposta, tenta invece la connessione con il mare di Ostia.
Oggi il corridoio verde da Roma a Fiumicino è affollato, specie la domenica, di gente che cammina, famiglie che pedalano, runner in allenamento, …. che sia dai quartieri centrali in direzione mare o, all’opposto, da Fiumicino verso Roma.
(intasamento a Mezzocammino direzione mare, aprile 2021)
Le tendenze sono in aumento, alimentate dai lavori del Comune di Fiumicino, che nel 2024 ha terminato il tratto di sua competenza, portando la pavimentazione fino al confine con la capitale.
(la passerella all’Episcopio di Porto, dai capitoli della ReginaAnimata)
Un boom di presenze supportate dai monitoraggi artigianali effettuati nel corso degli anni. Nel 2021, A cavallo della pandemia i passaggi nel tratto ciclabile dei Campi Elisi a TorDiValle sono aumentati del 368%.
MappaTevere360 in meno di 10 anni ha raggiunto le 200.000 visite. Tutto questo in un paese che nel 2020 ha visto il record di acquisti di biciclette, e in un mondo che, segnato da pandemia, inflazione e cambiamenti climatici, consiglia i governi di investire nella mobilità dolce, nel lavoro come nel tempo libero.
(bambini e famiglie lungo la Via al Mare)
Come gli affluenti ingrossano il fiume, i quartieri attraversati dalla Regina da nord a sud convogliano bici e famiglie verso il mare, in una città affamata di aria, spazi verdi, orizzonti e giornate all’aria aperta. I cittadini, sfiniti dallo stress della capitale, cercano un momento di evasione anche a piedi o in bicicletta.
Nel 2019 la Commissione europea ha presentato lo European Green Deal che intende rendere l’Europa il primo continente a impatto climatico zero entro il 2050. Nel 2020 il percorso da Roma al mare di Fiumicino compare nel Piano regionale della Mobilità del Lazio e vengono stanziati 6 milioni per il comune di Roma nell’ambito delle Ciclovie. Il PNRR Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (anno 2021) e il Piano Generale della Mobilità Ciclistica (anno 2022) vedono nella bici (in ambito urbano e non) un ingrediente fondamentale per la ripartenza.
Nel 2023 si prevedono 6 milioni nell’ambito del giubileo’25 per raggiungere il mare seguendo il Tevere fino a Fiumicino. Siamo dentro una meravigliosa riserva che coinvolge entrambe le sponde, potenzialmente fruibile attraverso una varietà di esperienze: a piedi, in bici, …..
Nel 2024 viene pubblicato il progetto esecutivo legato al tratto sterrato di competenza del Comune di Roma, all’interno dello sviluppo della futura Ciclovia Tirrenica.
Nel 2025 c’è il clamoroso stop del Tribunale alla ciclabile Roma-Fiumicino: “Il Campidoglio calpesta l’azienda agricola, ma ‘dimentica’ l’esproprio”.
Vegetazione esuberante
Il passaggio nella riserva è però costantemente minacciato dall’avanzare della vegetazione che, se lasciata indisturbata, nel tratto sterrato si riprende gli spazi in pochi mesi. Così da primavera all’autunno, i periodi migliori per pedalare, sono anche quelli più critici. Si inizia con la crescita vertiginosa di rovi e canneti… e l’estate (e fino alle prime piogge) si combatte con i micidiali tribulus.
Dal basso si prova a porre un freno, ma le iniziative dei volontari rasentano la disperazione. Roncole e decespugliatori nulla possono contro l’estensione del tratto da gestire (lo sterrato supera i 10km) e l’imponenza dei canneti (che possono raggiungere tre metri di altezza). Con una raccolta fondi è stato acquistato un mezzo più potente, ma la fatica rimane disumana e i risultati sempre troppo fragili.
(volontari sfalciano il percorso, altezza Parco Leonardo)
L’unica soluzione è passare periodicamente sull’argine con potenti trattori dotati di trincia e bracci meccanici. Soluzione questa difficilmente perseguibile da iniziative di volontariato estemporaneee. Tanto più che essendo dentro una riserva naturale, attraversando proprietà private, salendo sopra l’argine del fiume (infrastruttura strategica fluviale), le autorizzazioni da ottenere coinvolgono una molteplicità di soggetti.
I trattori avvistati in rare occasioni hanno dimostrato ben altri risultati, ma la loro presenza è intermittente e rimane difficile stabilire una collaborazione, tanto che periodicamente vengono lanciati appelli per radunare volontari da sparpagliare con falcetti lungo il tratto sterrato. A giugno 2023, dopo una primavera piovosa, il corridoio verso il mare stava per richiudersi, vanificando tutti gli sforzi degli anni precedenti.
(prima e dopo il passaggio dei trattori, dai capitoli della ReginaAnimata)
Sbarramenti
Oltre alla vegetazione, il passaggio è messo in discussione dalle iniziative dei privati che probabilmente si sentono invasi da un flusso inarrestabile di ciclisti, camminanti, corridori, …. specie nelle domeniche di sole.
Diversi episodi sottolineano gli attriti tra chi vuole passare e chi alza barriere. Ad aprile 2021, ad esempio, compare all’improvviso una recinzione all’altezza del GRA di Mezzocammino. Qualcuno vuole chiudere il corridoio fino al mare. Ma si può fermare un fiume in piena? Il giorno dopo, la recinzione giace a terra sbrindellata. L’ennesimo atto di forza in una sequenza che vede, ancora una volta, tutti contro tutti.
Prima la chiusura, poi lo sfondamento. E’ questa la logica con cui pensiamo di affrontare la complessità del presente? Cosa ci riserva, domani, la legge del più forte?
I tentativi di aprire un tavolo di concertazione fra i diversi soggetti finora non hanno prodotto alcun risultato. Istituzioni, proprietari, cittadini, associazioni, …. E’ possibile trovare un equilibrio tra le diverse istanze?
Nel 2025 arriva lo stop del Tribunale alla ciclabile Roma-Fiumicino: “Il Campidoglio calpesta l’azienda agricola, ma ‘dimentica’ l’esproprio” segue…
Il percorso verde potrebbe invece diventare una opportunità anche per le attività già presenti lungo il percorso? Punti ristoro, noleggio bici, visite guidate, … Quante iniziative possono fiorire nel contesto di una riserva?
(punto ristoro al Belvedere Galeria?)
Regione, Comune e Municipi sembrano arrancare, complice la confusione di competenze e di ruoli che condannano il fiume (e i suoi territori) a paralisi e immobilità. Come descritto in un articolo del Contratto di Fiume Tevere da Castel Giubileo alla Foce. Si parla del Tevere a Testaccio, ma le problematiche si ripetono uguali lasciandosi trascinare dalla corrente:
“Per questa area al centro della Capitale risultano competenti più di 10 enti amministrativi: l’Autorità di Distretto per la sicurezza idraulica, l’Autorità Portuale per gli eventuali attracchi fluviali, Il Ministero dei Beni e le Attività Culturali per la tutela paesaggistica, la Sovrintendenza Capitolina per i ruderi presenti sull’area, la Regione Lazio per l’area golenale (sicurezza e gestione), Roma Capitale (gli uffici del Dipartimento Sviluppo Infrastrutture e Manutenzione Urbana per l’area stradale, il Dipartimento Ambiente per le aree verdi, l’Ufficio Speciale Tevere per le discese al fiume, il Dipartimento Urbanistica per le previsioni di trasformazione, il reparto Tutela Fluviale Polizia Locale per la sicurezza), il Municipio I per le attività che vi si svolgono ed i Dipartimenti comunali che si occupano delle persone senza fissa dimora che vivono sull’area. […..] Gli intrecci di competenze hanno impedito ed impediscono nei fatti che l’area, di indiscusso valore storico e ambientale, anche se attualmente in uno stato di estremo degrado, sia recuperata e restituita alla comunità.”
A complicare il quadro, lungo la Via al Mare, si aggiungono ulteriori soggetti: il Consorzio di Bonifica e la Riserva del Litorale Romano.
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I fiumi insegnano
Ma il fiume ci insegna che l’acqua non conosce confini. Il Tevere nasce 400km lontano.. e da lì scende montagne, attraversa vallate, si incunea nelle gole. Curva sinuoso, ansa dopo ansa, entra a Roma, infine il mare. Ci indica una strada. Sapremo noi seguirlo nei suoi misteriosi esercizi di cittadinanza?
(il torrente Tevere, prima del lago di Corbara, dalla collezione fotosferica Mappatevere360 )
Eppure le ciclovie (fluviali) di mezza Europa dimostrano che la convivenza è possibile.
Le economie di mezzo mondo hanno visto fiorire paesi e città lungo le rotte di commerci e migrazioni. L’Impero Romano stesso è il frutto della cosmogonia tiberina e dei commerci che – attraverso il Tevere – hanno collegato Roma con le più remote colonie.
“Si può ritenere che la meraviglia della vita sia sempre a disposizione di ognuno in tutta la sua pienezza, anche se essa rimane nascosta, profonda, invisibile, decisamente lontana. Tuttavia c’è, non è né ostile né ribelle. Se la si chiama con la parola giusta, con il suo giusto nome, essa arriva. Questa è l’essenza dell’incantesimo, che non crea, bensì chiama.” (Franz Kafka, Diari, 1921)
Petizione
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Il prolungamento della pista ciclabile da Castel Giubileo al mare, attraverso un investimento contenuto, segnerebbe un punto di svolta per la città di Roma ed il suo litorale, che avrebbe ricadute positive in molti aspetti della vita sociale.
- migliorerebbe la mobilità sostenibile;
- sarebbe una delle più lunghe ciclabili d’Europa in uno scenario assolutamente unico “lungo il Tevere fino al mare”;
- diventerebbe metà privilegiata per i cicloturisti di tutto il mondo “da San Pietro ad ostia antica in bici”.
Approfondimenti
Progetto esecutivo
> E’ stato pubblicato il progetto esecutivo del corridoio ciclabile Roma – Mare lungo il Tevere, di competenza di Roma Capitale. Siamo dentro una meravigliosa riserva che coinvolge entrambe le sponde, potenzialmente fruibile attraverso una varietà di esperienze: a piedi, in bici, in acqua….. Il progetto saprà accogliere le diverse istanze che emergono dal basso? segue...
Tevere, Aniene e PNRR
> Il Tevere e l'Aniene saranno coinvolti nel PNRR Piano nazionale di ripresa e resilienza? Costruiamo insieme una mappa delle idee (progetti, utopie, visioni, ...) che propongono un altro destino per i fiumi della capitale segue...
Mappa TevereAniene
> Una mappa d'insieme per ragionare sugli interventi che coinvolgono il Tevere e l'Aniene nel tratto urbano. segue...
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Piano di assetto PAI – PS5
> Per riavvicinare i romani al fiume, all'interno della riserva del litorale romano, il piano di bacino prevede già dal 2009 ciclabili su ambo le sponde, punti di accesso, ponti di attraversamento, pontili galleggianti e parchi di affaccio. segue...

Extra
La Via al Mare
> La “Via al Mare” è il tratto terminale della futura Ciclovia del Tevere. Inizia dove termina la ciclabile ufficiale, sotto il ponte G.R.A. di Mezzocammino, e prosegue lungo la riva destra del fiume fino al VecchioFaro di Fiumicino, davanti all'OceanoMare.
segue...
Storia via verso il mare
> Un breve racconto per provare a ripercorrere la storia della via verso il mare. Dal lontano 1988 ad oggi, il faticoso percorso di consapevolezza per seguire il fiume e il suo destino. segue...

Qua la zampa
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(due minuti di video per riassumere le otto tappe dalle sorgenti al mare)















